Il ministro per gli Affari Europei Paolo Savona intervistato da Lucia Annunziata durante la trasmissione televisiva Mezz’ora in più, in onda su Rai3, illustra senza giri di parole la sua idea di Europa. Il ministro non vuole creare inutili allarmismi e auspica che l’Europa intera riprendere la strada della crescita e del progresso, secondo lui troppo spesso bloccate da un’attenzione spasmodica ai vincoli di bilancio su target prefissati (come il 3% sul deficit).

Savona spera in un Europa che sia "guardiano dello sviluppo nella stabilità"

Paolo Savona è convinto che l’Italia non sia in rottura con l’Europa, ma sostiene che la dottrina dell’Austerità sta rendendo reali i rischi di una frattura interna alla stessa Unione.

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E tuttavia, il ministro spera ancora in un’Europa che “non dia di sé solo l’immagine di essere il guardiano della stabilità” e diventi il “guardiano dello sviluppo nella stabilità”.

L'obiettivo è la crescita e dà i numeri: “si deve risalire al “2%”. Riguardo le risorse finanziarie per i provvedimenti che dovrebbero rientrare nella manovra ha fatto bene i suoi calcoli e spiega che ci sono 50 miliardi disponibili, ma inutilizzabili perché non vengono reinvestiti in Italia. C'è bisogno di riforme perché se convinciamo i mercati e l'Europa potremmo poter finanziare i nostri piani con i nostri soldi.

Il piano di Paolo Savona è coraggioso: 50 miliardi per incentivare la crescita dell’economia e far uscire definitivamente l’Italia dalla crisi. Il ministro è convinto che un investimento del genere sia possibile perché è da tempo che la bilancia dei pagamenti italiani presenta un avanzo di ben 57,3 di miliardi di dollari equivalenti proprio ai 50 miliardi di euro che sarebbero necessari per la ripresa.

Savona: “Di Maio e Salvini sorprendentemente ragionevoli”

Il ministro si dichiara contrario a spendere tanto per spendere, e riallacciandosi a quanto dichiarato dal Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, circa l’utilità di investimenti che producano ricchezza, ricorda che bisogna considerare come gli investimenti producano risvolti sociali spesso non direttamente quantificabili monetariamente. Savona è soddisfatto del gruppo di lavoro sulla finanziaria privo di quelle discordie che a volte sembrano apparire dall’esterno, anche se il dibattito resta sempre acceso su questioni come flat tax, riforma Fornero e reddito di cittadinanza. Infine elogia moderatamente i due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, che definisce “sorprendentemente ragionevoli e non due politici incoscienti”.