Nella puntata di questo lunedì 29 ottobre della nota trasmissione radiofonica "Un giorno da pecora", in onda su Radio Uno Rai, condotta da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro, è intervenuta la senatrice Emma Bonino, leader di +Europa, la quale ha parlato di temi strettamente di attualità Politica. Vediamo le parti salienti di quello che ha affermato.

Emma Bonino parla del suo passato e del futuro

Fra i numerosi temi affrontati Emma Bonino ha parlato di come in gioventù si è avvicinata all'impegno politico: "Ho incontrato la politica quando avevo 27 o 28 anni, con la lotta contro l'aborto clandestino e lì sono rimasta: da allora sono radicale.

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Avevamo provato a fare la Rosa nel Pugno che era un bel progetto ma è durato troppo poco. Penso che +Europa sia il progetto che ci vuole in questo momento e sono contenta di 'aver sgamato' ormai qualche tempo che l'Europa era un tema decisivo".

Sempre su questo la senatrice ha detto: "Sfortunatamente da sempre, nonostante molti mi amino e stimino, poi i risultati elettorali sono stati quasi sempre deludenti.

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Per strada ricevo sempre molti complimenti, ma poi questo non si è mai tradotto in forza elettorale e quindi in forza politica. Ma non non ho rimpianti e non mollo. Ad esempio io al Senato sono da sola del mio gruppo: non posso fare miracoli". Prima di aggiungere: "Il destino dei vostri figli o è in Europa o non è. Da una parte c'è Putin, dall'altra Trump, il Mediterraneo ha i suoi problemi: ma dove possono andare da soli 27 staterelli alla deriva?

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Politica

Distruggere l'Unione Europea non è proprio una grande prospettiva. In realtà l'Europa è viva nonostante le forze populiste e sovraniste. Io trovo che l'Europa comunitaria su molti temi funziona, semmai quello che non funziona è l'Europa intergovernativa, quella dei capi di stato e di Governo: gli stati membri spesso fanno vertici senza grande trasparenza e non se ne conosce neppure l'agenda. I temi come immigrazione e integrazione, politica estera e di difesa e le frontiere esterne sono ancora di competenza degli Stati ed è su questo che ci sono più problemi."

Alla domanda del conduttore se intenda candidarsi o meno alle Elezioni europee, la Bonino ha detto: "Io sono già senatrice e non posso avere il dono dell'ubiquità.

Fare entrambe le cose non è possibile per legge. Per trascinare voti si possono fare molte cose: un tempo e Pannella ci candidammo come ultimi della lista, per non essere eletti ma esprimere appoggio politico (...) Io continuo a lottare per rendere l'Europa sempre più adeguata e attenta non solo agli Stati ma anche ai cittadini. L'eccessiva attenzione alla sovranità nazionale non va bene, come diceva Mitterand il nazionalismo è foriero di guerra".

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E' anche stato accennato il fatto che Emma Bonino abbia spesso ricevuto dei voti come Presidente della Repubblica e la diretta interessata ha detto: "So che non lo diventerò mai. Credo di conoscere bene gli altri 1000 fra senatori e deputati che non mi voterebbero mai".

Bonino: 'Stiamo vivendo il più grave attacco della storia della nostra Repubblica alla democrazia'

A una domanda del conduttore su chi ritenga più preoccupante fra Salvini e Di Maio, la Bonino ha risposto: "E' il combinato disposto dei due che mi preoccupa.

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Non voglio essere pessimista, ma io penso che sia in gioco la democrazia in questo Paese per come l'abbiamo conosciuta, già imperfetta di suo, perché la divisione dei poteri viene travolta. A questo si aggiunge un lessico sboccato. C'è troppa ignoranza, non solo politica ma in generale: se non si conosce la Storia prima e dopo la Seconda guerra mondiale è difficile programmare un futuro".

Affermazioni che fanno il paio con quanto la stessa Bonino aveva detto intervenendo all'Università di Teramo appena due giorni fa: "In Italia è in gioco la democrazia, stiamo vivendo il più grave attacco della storia della nostra Repubblica alla democrazia rappresentativa, alla Costituzione, all’ordinamento liberale". Nell'occasione l'esponente radicale aveva anche affermato che il sostanziale obiettivo del Governo italiano sarebbe "l’uscita di fatto dall’UE e dall’euro, le cui conseguenze sarebbero una perdita catastrofica del valore del risparmio delle famiglie, del loro potere d’acquisto insieme a un aumento drammatico della povertà, dell’insicurezza tra la maggioranza della popolazione (...) Questo disegno, a mio avviso eversivo, ha già smantellato le norme che garantiscono ai membri del Parlamento libertà di espressione assoluta, che hanno affermato un nuovo regime che si sostituirebbe alle istituzioni rappresentative magari per sorteggio".

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