La Germania vanta un sistema di tutela economica di chi non ha un lavoro o l'ha perso che viene considerato un modello da una parte del governo italiano. E' proprio sul modello teutonico, infatti, che il Movimento Cinque Stelle pensa di creare il reddito di cittadinanza, basando l'attuazione della misura su una riforma dei centri per l'impiego portando come esempio quelli presenti in Germania. Olaf Scholz, ministro delle Finanze tedesco, sembra quasi spingere il progetto italiano, sebbene inviti alla prudenza sulla base dei conti .

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Per Scholz il reddito di cittadinanza serve all'Italia

Sono questi i giorni in cui, tra i temi scottanti del governo, c'è quello della manovra finanziaria e della possibilità che lo scontro con Bruxelles possa farsi duro. Il nodo della vicenda sta nel fatto che l'Italia pretende di poter innalzare il debito per finanziare le misure che possono portarla alla crescita. Tra queste rientra il reddito di cittadinanza che si pone l'obiettivo di dare un sussidio a chi non ha un lavoro inquadrandolo in un progetto di formazione professionale.

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Il ministro delle Finanze tedesco, ad esempio, non si capacita all'idea che una dei paesi più industrializzati del mondo come l'Italia non abbia ancora un'ammortizzatore sociale di questo tipo.

"Chi - come è riportato da Tgcom.it - sapeva che, in un Paese fondatore dell'Ue, un'economia industriale di successo, non c'è un'assicurazione per disoccupati di lungo corso?

Allo stesso modo sottolinea che forse l'esecutivo giallo-verde punta a fare troppo e in una volta sola, ma trova fuori luogo che qualcuno (l'Europa?) chieda conto e domandi come possa venire in mente ad un governo di risolvere una questione così importante.

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M5S Lega Nord

La questione deve essere italiana, non europea secondo Scholz

Scholz ha detto di essere sicuro che il Governo italiano e persino l'opinione pubblica si renderanno conto che l'attuale discussione con l'Europa non abbia margini molto ampi. Si è detto soddisfatto che i toni, al momento, siano rimasti piuttosto moderati.

Pur non schierandosi apertamente contro l'Europa il ministro tedesco ha inteso sottolineare come questo debba essere un tema italiano e non europeo.

A fargli eco, tra l'altro, c'è la cancelliera Merkel che ha rilevato come, secondo lei, ogni paese dovrebbe essere responsabile delle proprie finanze. Si attende adesso di capire cosa accadrà alla resa dei conti tra l'Italia che conta di andare avanti per la sua strada e l'Europa che continua a evidenziare che non ci sono grandi margini di trattativa rispetto al proprio "niet" verso l'aumento del debito.

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