Il testo del decretone unico è approdato ormai a Palazzo Madama. Dopo il via libera della Camera, infatti, il testo dovrà essere sottoposto ad una terza lettura prima della conversione in legge definitiva. Entro il 29 marzo, il maxi decreto unico che contiene Quota 100 e reddito di cittadinanza dovrà essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.

Si attende l'esame del decretone a Palazzo Madama

Intanto, giorno martedì 26 marzo, Palazzo Madama ha respinto con 150 voti contrari, 101 favorevoli e due astenuti le questioni pregiudiziali al Decreto Legge n.

4/2019. Tuttavia, il Senato sarà chiamato a dare un parere sui 117 provvedimenti presentati da Lega e Movimento 5 Stelle ed esprimere la propria fiducia. Stando a quanto riportato dal quotidiano economico "Il Sole 24 Ore", infatti, il voto definitivo potrebbe arrivare nella giornata di domani mentre entro giorno 29 marzo, il cosiddetto decretone dovrebbe essere convertito definitivamente in legge.

In Aula al Senato, è approdato anche il disegni di legge sulla legittima difesa che dovrà essere sottoposto alla terza lettura dopo l'approvazione delle misure cardini in materia previdenziale come il meccanismo della Quota 100 e il reddito di cittadinanza sbandierata dal Movimento 5 Stelle mentre i ddl riguardanti la Class action il giudizio abbreviato potrebbero arrivare entro il 2 o il 4 aprile.

Tutti i provvedimenti approvati dalla Camera

Come ormai noto, la Camera ha dato il via libera agli emendamenti riguardanti il riscatto agevolato degli anni di laurea per il quale è stata prevista l'abrogazione della soglia dei 45 anni di età anagrafica. E' stato dato spazio anche alla misura inerente la liquidazione del Trattamento di Fine Servizio per i dipendenti della Pubblica Amministrazione che potranno ricevere la loro liquidazione attraverso un prestito con interessi a carico delle casse statali.

Inoltre, la Camera ha dato parere positivo anche all'estensione del beneficio del reddito di cittadinanza alle famiglie numerose e ai nuclei familiari con disabili gravi: è stata rivista, infatti, la scala di equivalenza da 2,1 a 2,2 con la possibilità per gli interessati di percepire 50 euro in più di sussidio ( da 1.330 euro a 1.380 euro mensili).

Nulla da fare, invece, per i cosiddetti esodati i quali dovranno aspettare un'ulteriore ed eventuale proposta volta a garantire loro il pensionamento anticipato visto che, la Camera ha bocciato gli emendamenti che avrebbero introdotto la possibilità di versare un contributo fisso per coprire i vuoti contributivi e richiedere il prepensionamento con Quota 100 o con l'Opzione Donna.