Le ultime novità sulle Pensioni ad oggi 14 marzo 2019 vedono arrivare nuovi dati in merito alle richieste di accesso flessibile all'Inps tramite la quota 100. Nel frattempo le ultime elaborazioni mettono in evidenza che la maggior parte delle richieste sarà riconducibile ad una Q104, suggerendo così che solo poche persone riusciranno ad uscire a partire dai 62 anni di età. Infine, una recente ricerca su base europea mette in luce le preoccupazioni degli italiani in merito al proprio futuro previdenziale.

Prepensionamenti e decretone, la quota 100 vicina alla soglia delle 90mila domande

Dall'Inps arrivano le ultime elaborazioni relative alle richieste di pensionamento anticipato tramite quota 100, ovvero la nuova opzione di flessibilità a partire dai 62 anni di età e dai 38 anni di contribuzione. Secondo le rilevazioni più aggiornate, le richieste hanno raggiunto alle ore 17:00 del 12 marzo la soglia delle 90mila unità.

Più precisamente, all'Istituto pubblico di previdenza risultano 89.521 domande di quiescenza, delle quali 32.170 riguardanti la Pubblica amministrazione. I lavoratori dipendenti del settore privato sono invece 31.178, mentre le unità rimanenti riguardano le altre gestioni (ad esempio quelle dei commercianti e degli artigiani). Particolarmente interessante anche il dato della provenienza geografica, che di fatto conferma i trend già in atto. Dalla capitale arrivano infatti 6.472 richieste di pensionamento agevolato, mentre Napoli tocca 4.050 pratiche e Milano 3.655 domande.

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L'analisi dei dati: la più richiesta sarà Q104

Nel frattempo proseguono le elaborazioni e le analisi dei dati giunti finora dall'Inps. Secondo quanto riferito dall'ormai presidente uscente dell'Inps Tito Boeri (durante il suo ultimo intervento in Parlamento), si dovrebbe infatti parlare di "cosiddetta" e non vera e propria quota 100 visto che solo una piccola parte dei lavoratori uscirà con i parametri di base (cioè con i 62 anni di età e con i già citati 38 anni di versamenti).

Più verosimilmente, la maggior parte dei richiedenti avrà maturato una quota 104 (al momento sono il 19,4% dei richiedenti, mentre a seguire si trova quota 105 (con il 17,3%) e quota 103 (con il 16% circa delle richieste). Seguono poi i quota 106, 107 e 108, mentre meno del 2% maturerà effettivamente la pensione con la quota 100.

La previdenza preoccupa più di 6 italiani su 10

Al di là della nuova quota 100, il tema della previdenza sembra essere destinato a rimanere al centro delle preoccupazioni degli italiani.

Secondo un recente sondaggio europeo commissionato da ING e intitolato "Internazional Survey on Saving", emerge infatti che il 65% degli italiani pensa che non avrà abbastanza soldi durante la pensione, contro una media UE che si ferma al 61%. Oltre a ciò, il 54% crede che non avrà altra possibilità che proseguire nel proprio lavoro dopo aver maturato l'assegno pensionistico. La ricerca suggerisce che l'idea del tradizionale pensionamento sta purtroppo diventando obsoleta, visto che quasi un terzo di chi lavora afferma di non sapere quando andrà in pensione, mentre più del 10% afferma di ritenere che dovrà lavorare per tutto il resto della propria vita.

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