Il caso di cronaca che ha visto lo scorso mercoledì un autobus con a bordo 51 ragazzini, studenti della scuola media Vailati di Crema, finire vittime di un nuovo attentato terroristico, continua a rimbalzare su tutte le pagine dei principali siti d'informazione e quotidiani. «Oggi da qui non esce vivo nessuno», aveva gridato l'autista dell'autobus dirottato nella strada provinciale Paullese (nel milanese). Il conducente del bus, Ousseynou Sy, aveva caricato a bordo del mezzo due taniche riempite di gasolio, con l'intenzione premeditata di dare fuoco al veicolo, mentre era in direzione verso l'aeroporto di Linate.

Si sarebbe potuta verificare una strage, qualora il ragazzino straniero Ramy non fosse riuscito a fare per primo una chiamata al 112, per avvisare le forze dell'ordine di quanto stava accadendo sul bus.

Via social media, Pif ha sbeffeggiato Matteo Salvini, definendolo "un bimbominkia", e contestando cioè le ultime dichiarazioni rilasciate dal Vicepremier, circa la richiesta avanzata da Ramy e la sua famiglia di ottenere lo "ius soli" per il piccolo, ovvero la cittadinanza italiana per diritto di nascita.

Pif attacca il Vicepremier, con parole pesanti

“Abbiamo un ministro dell’interno che fa il bullo con un ragazzino di 13 anni“. Così Pif ha commentato su Instagram la reazione di Matteo Salvini che, rispondendo a Ramy, uno dei ragazzini dell’autobus dirottato e incendiato a Milano, ha rilasciato ai media una battuta al vetriolo: “Vuole lo Ius Soli?

Si faccia eleggere in Parlamento e cambi la legge”. "Definirlo 'ministro della mala vita' forse va al di là delle sue capacità. È semplicemente un BIMBOMINKIA", queste ultime sono le tanto discusse parole che ha rilasciato l'attore, comico e volto televisivo Pif, in merito alle ultime esternazioni fatte dal Vicepremier Matteo Salvini, circa la richiesta avanzata da parte del bambino tredicenne di origini egiziane di ottenere la cittadinanza italiana; un sogno quello custodito nel cassetto del bambino, che ha diviso l'opinione pubblica, riaccendendo il dibattito sullo "ius soli" (il conferimento della cittadinanza italiana ai figli di genitori stranieri che siano nati in Italia).

Se da una parte i rappresentati del "Movimento 5 stelle", Giuseppe Conte e Luigi Di Maio, si sono detti favorevoli alla possibilità di riconoscere la cittadinanza italiana al 13enne Ramy, per il merito di aver prontamente chiamato le forze dell'ordine e così contribuito ad evitare quella che sarebbe potuta rivelarsi un'ennesima tragedia per mano del terrorismo internazionale, dall'altra parte Matteo Salvini si è detto contrario a rispondere positivamente alla richiesta del ragazzino, in quanto ad oggi non sono stati riscontrati gli elementi necessari per concedere la cittadinanza italiana al piccolo protagonista del bus dirottato.

Matteo Salvini e il motivo del 'no' alla cittadinanza italiana a Ramy

"Non ci sono gli elementi per concedere la cittadinanza" a Ramy. "Le cittadinanze non le posso regalare e per dare le cittadinanze ho bisogno di fedine penali pulite... non fatemi dire altro", ha rilasciato il ministro dell'interno Salvini. "Se qualcuno la cittadinanza non l'ha chiesta e non l'ha ottenuta dopo 20 anni - ha aggiunto il Vicepremier, rivolgendosi ai giornalisti - fatevi una domanda e datevi una risposta sul perché", queste ultime sono solo alcune delle dichiarazioni che ha rilasciato il leader del Carroccio, il quale è apparso al Palazzo delle Stelline a Milano, in occasione del meeting convenuto per la presentazione del libro 'L'Italia non è più italiana', un'opera scritta dal giornalista e conduttore di "Fuori dal coro", Mario Giordano.