Lo scontro dialettico tra Michele Santoro e Vauro da una parte, Matteo Salvini dall’altra, rischia davvero di superare i limiti di un confronto civile tra due modi di vedere la vita agli antipodi. A cominciare era stato, qualche giorno fa, il vignettista Vauro Senesi il quale, reduce da un infiammato dibattito sull’immigrazione da Nicola Porro, aveva pensato bene di pubblicare un video in cui ha elencato, in maniera ironica, sette modi per uccidere Salvini.

Il leader della Lega ovviamente non l’ha presa bene, definendo il suo avversario uno “squallido personaggio che fa schifo”. A prendere le difese di Vauro ci ha però pensato il suo storico mentore Michele Santoro, il quale ha deciso di rilanciare la provocazione offrendo una “congrua ricompensa” al killer che riuscirà ad uccidere Salvini in uno dei sette modi indicati dal disegnatore. Sulla questione è intervenuta anche la giornalista Maria Giovanna Maglie, che ha paragonato il caso delle feroci critiche da lei ricevute per aver parlato male di Greta Thunberg, la nuova eroina ambientalista globale, a quello del ‘killer’ evocato da Santoro.

Il tweet di Maria Giovanna Maglie contro Santoro e Vauro

La ricerca di un killer per Matteo Salvini, rivelata pubblicamente da Michele Santoro sul suo blog, anche se ovviamente è solo una provocazione, a molti è sembrata comunque di cattivo gusto. Tra questi c’è anche la scrittrice veneziana Maria Giovanna Maglie. “Io alla gogna per aver detto in un programma di satira che metterei la talebana ecologista Greta sotto con la macchina - ha cinguettato ieri la sempre corrosiva Maglie - Santoro: ‘Al fine di liberarci da un ministro dell’Interno squallidamente ignorante offro congrua ricompensa a killer’, e vi piace, fate schifo”.

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Matteo Salvini

Quando la Maglie voleva ‘mettere sotto con la macchina’ Greta Thunberg

Il riferimento fatto da Maria Giovanna Maglie è a quanto da lei stessa dichiarato circa due settimane fa, il 16 marzo, quando, la scrittrice aveva pesantemente ironizzato su Greta Thunberg, la 16enne svedese divenuta simbolo globale delle proteste ambientaliste.

In quell’occasione la Maglie, ospite del programma radiofonico di Radio 2, Un giorno da pecora, aveva parlato senza peli sulla lingua, lamentandosi del fatto che non si potesse parlare male di Greta "perché mi hanno detto che ha la sindrome di Asperger, cioè è malata di autismo - queste le sue parole - quindi il politically correct e il buon senso mi vietano di dire quello che avrei voluto dire se fosse stata una ragazza sana: che l'avrei messa sotto con la macchina”.

Espressioni che, come era logico aspettarsi, hanno scatenato un putiferio sui social network, con accuse e offese di ogni tipo rivolte verso la malcapitata. La Maglie, però, non aveva receduto dalle sue posizioni, né tantomeno chiesto scusa. Anzi, in un successivo tweet, si era giustificata dichiarando di aver fatto solo “una battuta durante una trasmissione di satira e di scherzo come 'Un giorno da pecora'.

L'esercito del politically correct è sempre incinta”.

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