Curioso il destino toccato in sorte a Giovanna Mazzoni, la pensionata di Ferrara, una dei tanti truffati da Banca Carife, che nel 2017 irruppe sotto al palco della Festa dell’Unità di Bologna per gridare contro l’allora segretario del Pd, Matteo Renzi, “ridateci i soldi che ci avete rubato”.

Pubblicità
Pubblicità

All’epoca la combattiva ‘nonnina’ ricevette in cambio prima un poco elegante “voi avete rubato lo dice a sua sorella” da parte del rottamatore, e poi, qualche mese dopo, una querela dal tesoriere del partito Francesco Bonifazi, ritirata subito dopo onde evitare di far montare ulteriormente la furia dei risparmiatori truffati dalle banche. Ora, due anni dopo, Renzi torna alla carica annunciando una sfilza di querele contro tutti i suoi presunti diffamatori, compresa la signora Mazzoni.

Giovanna Mazzoni, la pensionata truffata dalle banche querelata da Matteo Renzi
Giovanna Mazzoni, la pensionata truffata dalle banche querelata da Matteo Renzi

La beffa, per la signora ferrarese, è che proprio mentre salta fuori la notizia della nuova denuncia, lei viene invitata al Nazareno dal nuovo segretario Nicola zingaretti proprio per dimostrare la solidarietà del Pd verso i truffati.

Giovanna Mazzoni alla Festa dell’Unita del 2017: ‘Ridateci i soldi che ci avete rubato’

Giovedì 18 aprile 2019. I piccoli risparmiatori truffati dalle banche si ritrovano in piazza Montecitorio, a Roma, per un ennesimo sit-in di protesta.

Pubblicità

Tra loro c’è anche Giovanna Mazzoni, la ferrarese ex dipendente dell’Inail, ora in pensione, che all’epoca del crack di Banca Carife vide andare in fumo 51mila euro di risparmi in soli quattro giorni. All’epoca, era il 2017, la signora non prese per niente bene la notizia, così come le altre migliaia di truffati dalle banche, e pensò bene di recarsi alla Festa dell’Unità di Bologna, proprio mentre si teneva il comizio dell’allora segretario del Pd, Matteo Renzi, per gridargli in faccia di restituire i soldi che, a suo dire, le erano stati rubati.

La risposta dell’ex premier, come già accennato, non fu proprio oxfordiana. Ma, soprattutto, il Pd si incartò con una querela poi immediatamente ritirata per non peggiorare la situazione dei Dem.

‘Per pagare le parcelle venderò il negozio’

La storia sembrava finita lì, almeno quella relativa alle querele per diffamazione. E, invece, non si capisce bene perché, a distanza di quasi due anni Matteo Renzi ha deciso di riaprire una ferita ancora non cauterizzata, visto che i truffati sono ancora in attesta di ricevere i dovuti risarcimenti promessi dal governo Conte.

Pubblicità

Ebbene, l’ex segretario Pd, come confermato dal suo avvocato Lorenzo Pellegrini (fonte Fatto Quotidiano), ha inserito anche il nome di Giovanna Mazzoni tra le persone da querelare. La notizia della nuova azione legale contro di lei, la coraggiosa ferrarese l’ha ricevuta proprio mentre era a Roma per chiedere indietro i suoi soldi. “Per pagare le parcelle venderò il negozio”, ha dichiarato sconsolata la Mazzoni all’inviato del giornale diretto da Marco Travaglio, anche se si è detta sollevata dal fatto che Zingaretti abbia offerto la sua solidarietà agli “sbancati” come lei.

Pubblicità

“Mi scusi sa - riprende poi il suo sfogo rivolta al giornalista - lei per caso ha capito se Renzi vuole dei soldi? Perché io non ho ricevuto ancora una notifica, ma non è che navighi proprio nell’oro. Mica ho gli avvocati di Renzi io. Pensandoci stanotte non ci ho dormito”. La signora racconta di aver ricevuto la solidarietà dei renziani (ex?) Deborah Serracchiani e Luigi Marattin, subito prima di essere ricevuta “a braccia aperte” da Zingaretti al Nazareno. Una beffa nella beffa.

Leggi tutto