Il Governo M5S - Lega guidato da Giuseppe Conte potrebbe essere arrivato al punto di non ritorno. Le premesse erano state evidenziate dallo stesso Luigi Di Maio che, secondo quanto riportato dal quotidiano romano "La Repubblica" era alquanto preoccupato dall'atteggiamento dell'altro contraente del Contratto di Governo, cioè la Lega di Matteo Salvini, che sembra volersi "prendere tutto". Ma la crisi nascente, che potrebbe portare alla fine definitiva di questa unione forzosa e forzata tra due partiti profondamente diversi tra loro, avrebbe la sua genesi nel Consiglio dei Ministri di ieri 4 aprile nel quale è stato sì approvato il cosiddetto Decreto Crescita ma senza che al suo interno fosse inserita la norma per dare il via agli indennizzi per i risparmiatori truffati dalle banche.

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Tutto dovrebbe essere rinviato a lunedì 8 aprile quando il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte dovrebbe incontrare i rappresentanti di alcune associazioni dei risparmiatori.

Il buon viso a cattivo gioco di Di Maio

Il Vicepremier e Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio che, nel corso di questi mesi, ha sempre promesso ai risparmiatori raggirati dalle banche che alla fine "i soldi arriveranno" ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco.

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Infatti uscendo dal Consiglio dei Ministri ha sostenuto che, come M5S, erano contenti che la norma a favore dei risparmiatori non fosse stata introdotta nel Decreto Crescita. Questo perché non si vuole ricorrere ad arbitrati o contenziosi legali ma si vuole indennizzare completamente questi risparmiatori. Ma, di fatto, il rinvio a lunedì 8 aprile, a detta di molti commentatori, sembra essere tanto un escamotage per prendere tempo e ricomporre le profonde divergenze all'interno del Governo e soprattutto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze Giovanni Tria e la Lega.

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Politica Matteo Salvini

Tanto che Luigi di Maio, come riportato da Repubblica, si sfoga con i suoi più stretti collaboratori affermando che sarebbe il partito del Vicepremier e Ministro dell'Interno Matteo Salvini a "voler far fuori il Ministro dell'Economia" per poter "prendersi tutto".

La posizione del Ministro Tria

Ma perché il ministro dell'Economia e delle Finanze viene considerato responsabile dello stallo? Fondamentalmente, come mette in evidenza l'AGI, Tria non ritiene possibile poter chiudere la partita degli indennizzi ai risparmiatori truffati dalle banche senza approvare una nuova norma ad hoc.

E questo nonostante il Presidente del Consiglio e i due Vicepremier fossero convinti del contrario. Oltre al fatto che questa storia stia andando avanti da dicembre scorso quando fu approvata la legge di Bilancio. In pratica, Tria sarebbe propenso a favorire la tesi del "doppio binario" rispetto a quella del puro e semplice indennizzo.

Le insofferenze della Lega

D'altra parte, proprio tutti questi stop da parte del ministro dell'Economia, secondo quanto rivela il quotidiano "Libero", avrebbero irritato e non poco il partito di Matteo Salvini.

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Prima dell'uscita del comunicato ufficiale del Consiglio dei Ministri, fonti vicine alla Lega avrebbero fatto filtrare tutta l'irritazione del Carroccio che chiede maggiore "concretezza". Per il partito di Salvini il tempo dei rinvii è scaduto. Per lunedi 8 aprile ci si attende che venga approvata definitivamente la norma che dà il via libera agli indennizzi. In pratica serve "un cambio di passo".

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Se non si tratta di un ultimatum poco ci manca.

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