Salgono a 32 le vittime del conflitto in Libia. L'offensiva lanciata dal generale Khalifa Haftar contro il governo di Fayez al-Sarraj, riconosciuto come capo del consiglio presidenziale, conta inoltre 50 feriti. Intanto la situazione a Tripoli è sotto tensione: il vice presidente del consiglio presidenziale ha presentato le dimissioni, esplicitando il suo appoggio all'Esercito nazionale guidato da Haftar; nel frattemoo il segretario di Stato statunitense, Mike Pompeo, ha nuovamente lanciato un appello al generale intimandogli di arrestare la sua avanzata su Tripoli.

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Tensioni interne a Tripoli

A rendere note le dimissioni del vice presidente del consiglio presidenziale Ali Al-Qatrani, è l'emittente televisiva Asharq Al-Awsat. Qatrani ha anche espresso il suo sostegno all'Esercito Nazionale Libico (Lna). Le motivazioni di Qatrani sono chiare: Sarraj non fa gli interessi del popolo libico, il suo operare è corrotto dalle milizie militari e la sua azione "condurrà la Libia solo verso ulteriori sofferenze e divisioni".

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Secondo Qatrani, il premier in carica avrebbe violato gli accordi internazionali che gli permisero la presidenza libica, per non produrre altro che politiche di appoggio alle milizie sul territorio: "Attraverso l'incoraggiamento di queste milizie, Sarraj ha violato l'accordo politico sulla Libia abusando dei privilegi concessi a lui come capo del Consiglio presidenziale". Per questi motivi l'ormai ex vice presidente si augura che la marcia su Tripoli del generale vada a buon fine e che il cambio di potere possa portare la Libia ad un futuro privo dal comando di bande terroristiche e criminali.

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Politica

Haftar contro 'la Sparta di Libia'

Intanto oggi sono proseguiti gli scontri: un attacco aereo, composto da raid dei jet dell'aviazione militare del governo, ha colpito la base aerea di al-Watiyah, a 130 chilometri a sud-est di Tripoli. La base era sotto il controllo delle forze del generale. Purtroppo le notizie rese note dall'emittente Tv libica Libya Al-Ahrar' segnalano, solo per adesso, il numero di 50 morti, dei quali la maggior parte costituita da civili.

La notizia è stata divulgata proprio dal ministro della sanità del governo di unità nazionale Ahmed Omar. Il governo di Sarraj, per la maggior parte, è difeso militarmente dalle forze di Misurata. Queste forze sono ostili al generale Haftar e sono denominati da alcuni la "Sparta di Libia" per la loro potenza nelle azioni militari.

Dagli USA si continua a sostenere una mediazione diplomatica, tramite l'inviato speciale ONU Ghassan Salame. Gli Stati Uniti sostengono che il conflitto militare non sia la soluzione alla crisi libica, ma che anzi, fa sapere il segretario di Stato Mike Pompeo "mette in pericolo i civili e mina le prospettive di un futuro migliore per tutti i libici".

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