Il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, punta il dito contro la quasi totalità dei mass media che, a suo modo di vedere, si starebbero accanendo con una ferocia giornalistica inaudita contro Virginia Raggi, sindaco di Roma in quota M5S. A sostegno della sua tesi, Travaglio porta diversi esempi di quello che definisce come il “metodo Raggi”, mutuando questa espressione dal famigerato “metodo Boffo”, una campagna di diffamazione a mezzo stampa, basata su fatti reali uniti a falsità e illazioni, che prende il nome da Dino Boffo, direttore di Avvenire nel 2009, ‘bastonato’ dal pari grado de Il Giornale, Vittorio Feltri, con la qualifica di “noto omosessuale” a causa dei continui attacchi che Boffo riservava al suo capo Silvio Berlusconi. Ebbene, secondo Travaglio, lo stesso starebbe accadendo con la Raggi, bersagliata senza pietà dalla stampa mainstream.

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L’editoriale di Marco Travaglio in difesa di Virginia Raggi: ‘Sua foto deturpata per trasformarla in vecchia megera’

L’editoriale di Marco Travaglio, pubblicato il 23 aprile sul Fatto Quotidiano, si apre con la considerazione ironica che l’ufficio stampa di Virginia Raggi “andrebbe licenziato in tronco”, considerato che “ci pensa l’intera stampa italiana” ad occuparsi quotidianamente del sindaco M5S.

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La Raggi, infatti, viene “mostrificata” con ogni mezzo. L’obiettivo è quello di “dipingerla come una delinquente, corrotta, fascista mascherata” e persino “sgualdrina”, non solo come una incompetente. Il primo obiettivo inquadrato nel mirino di Travaglio è il settimanale L’Espresso diretto da Marco Damilano. La recente copertina pubblicata dallo storico periodico di sinistra, infatti, mostra l’immagine in primo piano dell’inquilina del Campidoglio “deturpato” allo scopo di “trasformarla in una vecchia megera”.

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Un fatto gravissimo secondo il giornalista che, se utilizzato per politiche come Boldrini, Carfagna o Boschi, avrebbe provocato l’invasione delle piazze da parte delle femministe, “appelli del MeToo e raffiche di denunce per sessismo”. E, invece, fa notare Travaglio, stavolta sono rimasti “tutti zitti” perché “contro la Raggi si può tutto”.

La rabbia social contro L’Espresso: ‘Avete raggiunto il top del trash’

Marco Travaglio porta anche gli esempi di titoli di altri ‘autorevoli’ quotidiani (Repubblica-Corriere-Messaggero) per certificare l’utilizzo del “metodo Raggi” allo scopo di “pareggiare e oscurare l’indagine per corruzione sul leghista Siri”.

Ma le reazioni dei frequentatori dei social network si concentrano sul post dell’articolo de L’Espresso pubblicato sulla pagina Facebook del settimanale. Qui, infatti, si possono leggere centinaia di commenti infuriati. “Volevo dedicare questa foto a tutti i collaboratori de L’Espresso”, scrive Mauro C. che condivide un’immagine del direttore Marco Damilano appositamente invecchiato. “Dopo questa copertina avete raggiunto il top del trash.

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Spero nella chiusura”, aggiunge indignata Wilma C. “Fate schifo. Copertina vergognosa. Una foto che rivela tutto il vostro animo malato”, si infuria invece Barbara M. “L'unico effetto che produce questa informazione malata e in malafede è la rivalutazione continua della Raggi. Prima la stimavo ora l'adoro”, coglie invece l’effetto boomerang della campagna stampa anti Raggi una certa Silvia M. Ma gli insulti contro Damilano e colleghi non si contano.

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