Scontro senza precedenti tra due intellettuali, o presunti tali, di sinistra come gad lerner e Giampiero Mughini. Il primo ha pensato bene di pubblicare un breve ma altamente infiammabile corsivo sul settimanale di Repubblica, Il Venerdì, nel quale ha apertamente fornito una dettagliata “lista di proscrizione”, come lui stesso si è vantato di definirla più volte, dei giornalisti contemporanei paragonabili ai loro colleghi del Ventennio, fascisti e, spesso, apertamente razzisti.

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Le polemiche esplose da destra intorno a Lerner, non certo nuovo a provocazioni di questo tipo, hanno indotto il noto conduttore di origini libanesi a scrivere una lettera aperta al sito Dagospia allo scopo di condividere nuovamente il suo articolo incriminato. Ed è a questo punto che Giampiero Mughini non ha retto più. Ha scritto a sua volta all’amico Roberto D’Agostino non risparmiando una critica feroce al collega Lerner colpevole, a suo dire, di essere un “presunto intellettuale” autore di “elenchi sfacciati e idioti”.

La lista di proscrizione di Gad Lerner: ‘Cruciani, Feltri, Belpietro, Giordano e Del Debbio come i fascisti’

“Vorrei compilare una lista di proscrizione meramente simbolica” anche se solo parlarne “risulta odioso”. Con queste parole Gad Lerner apre il suo editoriale su Repubblica. Peccato però che il suo intento definito “simbolico” abbia scatenato un putiferio mediatico. A finire nella lista di proscrizione di Lerner, infatti, sono stati giornalisti del calibro di Vittorio Feltri, Maurizio Belpietro, Giuseppe Cruciani, Mario Giordano e Paolo Del Debbio (assente, chi sa perché, Nicola Porro ndr), paragonati a colleghi che esercitavano la professione durante il Ventennio fascista come Telesio Interlandi, Giovanni Preziosi, Junius Evola e persino Giorgio Almirante.

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Tra i due gruppi di ‘professionisti’ citati, Gad Lerner scorge un comune “ricorso allo scherno e alla provocazione satirica, il rappresentare deformi e viziosi i bersagli etnici prescelti, l’accreditarsi come coraggiosi nemici dei poteri forti, un po’ sfrontati antielitari estranei alla cultura ufficiale”.

La risposta al vetriolo di Giampiero Mughini

Un accostamento quantomeno azzardato, quello proposto da Gad Lerner, che, oltre ad eccitare gli animi dei diretti interessati, ha scatenato anche la penna di uno che dovrebbe stare dalla sua stessa parte della barricata culturale.

È infatti Giampiero Mughini a dimostrarsi il più duro nei confronti dello sfrontato collega. “Mai e poi mai avrei creduto che nel terzo millennio qualcuno potesse fare delle liste di proscrizione talmente sciatte e sciagurate”, si sfoga Mughini con Dagospia. Definisce con sprezzo “articoletto” quello scritto da Lerner, aggiungendo di essere rimasto “allibito da tali porcate intellettuali degne di un semianalfabeta”. Mughini si riferisce, naturalmente, alla lista di proscrizione appena citata.

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Ripercorre la storia dei personaggi storici citati, molto diversa l’una dall’altra, ma soprattutto agli antipodi rispetto ai vari Cruciani e Feltri. Si scaglia, infine, ancora contro il giornalista di Repubblica bollandolo come un “presunto intellettuale” che con “i suoi elenchi talmente sfacciati e idioti, lascia di stucco”.

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