Sono iniziate con il ricevimento ai Giardini del Quirinale ieri sera le celebrazioni per la Festa della Repubblica di quest'anno. Presenti all’appello, oltre al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, anche il premier Giuseppe Conte, i presidenti delle Camere Elisabetta Casellati e Roberto Fico, il presidente della Corte Costituzionale Giorgio Lattanzi, e i ministri della Difesa e dell’Interno, Elisabetta Trenta e Matteo Salvini.

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Dalle ore 10 di stamani i festeggiamenti sono proseguiti con la parata all'Altare della Patria in piazza Venezia. Il tema scelto quest'anno per la celebrazione è quello dell’inclusione, che – come introduce fin da subito Fico, volendo bloccare possibili polemiche a riguardo – vuole intendere la Festa della Repubblica come festa di tutti, essendo “Repubblica” sinonimo di libertà, democrazia e rispetto di tutte le persone che abitano il nostro territorio.

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Il discorso del Presidente Mattarella

In occasione del concerto per il corpo diplomatico che ha aperto la giornata della Festa della Repubblica, il Presidente della Repubblica Mattarella ha fatto un discorso di libertà ed uguaglianza, volto a smuovere le coscienze.

Il presidente della Repubblica ha dichiarato che: "libertà e democrazie non possono essere compatibili con la perpetua ricerca di un nemico da cui difendersi, né con chi alimenta scontri e limita il pluralismo".

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Politica

Secondo Mattarella la Repubblica italiana, sorretta dai valori costituzionali che la fondano, ha contribuito alla definizione di modelli multilaterali, di uguaglianza e di equità, diretti a garantire la pace universale e la promozione e il rispetto dei diritti umani.

"È necessario – ha spiegato il presidente – non sottovalutare le frequenti tensioni che si manifestano e che continuano a manifestarsi generando numerosi conflitti, andando così a minare la pace che la stessa Repubblica italiana si prefigura di raggiungere".

Secondo il capo dello Stato, per superare i contrasti e per promuovere un collettivo ed efficace interesse nella comunità internazionale è necessario percorrere la via della collaborazione e del dialogo.

Il presidente della Repubblica si rivolge anche ai prefetti

È in un periodo di agitazione e di disagio, specialmente giovanile, causato dalle incertezze sui conti pubblici e dalle conseguenti ripercussioni nei mercati, nazionali e non, che il capo dello Stato questa mattina si è rivolto ai prefetti, chiedendo loto di concentrarsi e di svolgere la propria funzione basandosi su due concetti chiave: lavoro e solidarietà.

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Il presidente della Repubblica ha infine evidenziato il desiderio di sentirsi appartenenti ad una comunità solidale e coesa, obiettivo raggiungibile grazie al lavoro di mediazione che gli stessi Prefetti della Repubblica italiani hanno il delicato compito di svolgere.

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