Attorno al concetto di condono ci sono posizioni differenti. C'è chi lo ritiene uno strumento che finisce per incentivare l'evasione, creando un precedente e stimolando al mancato pagamento delle tasse in vista di una possibile riproposizione della cosa. C'è chi, invece, pensa possa essere una strategia utile per recuperare miliardi di euro attraverso degli sconti su sanzioni che, probabilmente ed altrimenti, non si incasserebbero mai. In tal senso è stato particolarmente chiaro l'intervento di Corrado Formigli.

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Nel corso della sua trasmissione Piazza Pulita, in onda su La 7, è stato particolarmente duro rispetto a questa pratica, non mancando di fare riferimenti chiari e precisi nei confronti di esternazioni dei due leader politici dell'attuale maggioranza in Parlamento: Luigi Di Maio e Matteo Salvini.

Formigli scettico sugli 'aggrediti da Equitalia'

In un'ampia digressione che coinvolge l'intera classe politica, Corrado Formigli ha affondato il colpo citando una dichiarazione di Luigi Di Maio secondo cui l'intenzione sarebbe quella di tutelare gli "aggrediti da Equitalia".

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Il conduttore, senza troppi giri di parole, si dimostra particolarmente scettico rispetto al fatto che possano esserci tantissimi perseguitati da quello che per anni è stato un autentico spauracchio degli italiani come ente di riscossione. "Ci sono gli aggrediti da Equitalia, ma son pochi". E poi cita un'esperienza personale per avvalorare il concetto: "Io conosco persone che non pagano contravvenzioni da vent'anni aspettando il condono. Ma che sono - tuona Formigli - aggrediti da Equitalia quelli?".

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Matteo Salvini Lega Nord

Rivolgendosi anche al deputato del Partito Democratico Luigi Marattin, presente in studio ed esponente di un partito che portò avanti la strategia della rottamazione delle cartelle, enuncia un concetto chiaro: "Chi paga le tasse è un bischero. La volete finire di vedere sempre chi non paga come una vittima?".

Formigli ritiene che le sanzioni non debbano essere tolte

Marattin, in studio, prova a difendere l'operato del Pd evidenziando come la rottamazione fosse solo una dilazione del pagamento fino all'ultimo centesimo di quanto dovuto, sgravato da interessi e sanzioni, e non un'agevolazione come la "pace fiscale" della Lega.

"Non sono d'accordo - tuona Formigli - che si tolgano le sanzioni, chi paga in ritardo deve essere sanzionato rispetto a me che pago in tempo". Il giornalista manifesta a chiare lettere di non condividere la strada dell'indulgenza praticata da anni in Italia e poi, nel finale, lancia una frecciata a Salvini che, da ospite di Porta a Porta, aveva aperto all'idea di stimolare i cittadini a dichiarare i soldi in contanti che hanno da parte attraverso condizioni eventualmente vantaggiose.

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"Alla fine vabbè si dice: c'hai i soldi nella cassetta di sicurezza, dai te la condono così li tiri fuori, tanto sono soldi al nero". La conclusione poi è chiara: "La volete finire? Scusate se mi scaldo, ma ho sempre pagato tutte le tasse"

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