Nel governo si respira un'aria peggiore di giorno in giorno, e le elezioni non sembrano aver concluso la campagna elettorale, bensì paiono quasi averla accentuata. Sembra essere sempre più evidente che Salvini stia pensando in modo reale alla crisi, così da tornare a nuove elezioni a settembre. La decisione effettiva sembra però legata in particolare alla risposta che arriverà dalla Ue, in seguito alla lettera inviata dall'Italia dopo che il nostro paese aveva ricevuto a propria volta una richiesta di chiarimento da parte dell'Unione Europea.

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Crisi di governo legata (anche) alla lettera inviata a Bruxelles

Dopo che Bruxelles aveva chiesto al nostro paese chiarimenti sulla situazione economica non eccelsa, come da copione il ministro dell'Economia Giovanni Tria ha scritto e inviato la nostra risposta. A questa lettera e al suo esito non si legano però soltanto le questioni economiche, che vedranno nell'analisi del bilancio italiano le eventuali richieste avanzate dalla Ue, ma anche l'equilibrio di governo.

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Questa lettera, infatti, è emersa all'attenzione pubblica prima che arrivasse tra le mani dell'Europa e, a detta dello stesso Tria, ciò avrebbe compromesso parte della contrattazione. Per queste ragioni sarebbe stata avviata un'indagine per capire chi abbia fatto emergere il documento prima che lo stesso arrivasse al suo legittimo destinatario. Inoltre, sempre sul contenuto di esso, proprio Tria si sarebbe scontrato con Di Maio e quest'ultimo, alla fine, sarebbe riuscito a eliminare i riferimenti ai tagli al welfare.

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Politica Matteo Salvini

In un messaggio su Fb, il leader dei 5Stelle ha infatti rivendicato con orgoglio il fatto di aver rimosso i tagli inizialmente previsti su lavoro, servizi, ospedali e Quota 100. Dichiara quindi: "un altro governo Monti anche no!".

M5S: 'Tria si è venduto alla Lega'

Conte, intanto, per evitare strappi sempre più profondi nell'esecutivo, ha sostenuto che è indispensabile un "riequilibrio". In altre parole Salvini, seppur forte della vittoria alle europee, non può pensare di trasformare l'agenda del governo in quella personale della Lega, tra condono, flat tax e Tav.

Secondo alcune fonti, tra i pentastellati sarebbe però molto forte il malumore. Sembrerebbe che a detta di un ministro dei 5Stelle, Tria si sarebbe "venduto alla Lega". Da una simile situazione critica si potrebbe uscire insomma solo tornando a nuove elezioni (in tal caso, a detta del M5S, Salvini dovrebbe affermarlo con chiarezza di voler andare al voto), oppure ritrovando appunto un nuovo punto di equilibrio.

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Indubbio, invece, è che così non è possibile andare avanti, altrimenti i 5Stelle si ritroverebbero ad essere schiacciati, sotto ogni punto di vista, dal nuovo strapotere leghista.

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