È il nome di un non indagato (almeno per il momento) a tenere banco nell’inchiesta dei magistrati di Perugia sulla presunta corruzione di alcuni loro colleghi, tra i quali l’ex presidente dell’Anm Luca Palamara. Si tratta naturalmente di Luca lotti, membro del Giglio Magico e braccio destro di Matteo Renzi, intercettato mentre con gli ‘amici’ togati provava ad indirizzare le nomine di alcuni importanti uffici giudiziari, tra cui quello di Roma che ha il compito proprio di deliberare su di lui per il caso Consip.

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Ieri, venerdì 14 giugno, dopo giorni di assedio politico e mediatico, Lotti si è finalmente deciso ad autosospendersi dal Pd, non senza togliersi qualche sassolino dalla scarpa, soprattutto nei confronti del tesoriere Luigi Zanda che avrebbe preteso la sua testa. Lotti naturalmente si dichiara ‘giglio di campo’ (tanto per rimanere in tema), ma a smentire la sua versione dei fatti è il Presidente della Repubblica in persona, Sergio Mattarella, i cui uffici hanno bollato come “millanteria” il presunto incontro tra i due raccontato da Lotti.

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Sulla scottante vicenda interviene anche il filosofo Massimo cacciari il quale, non pago dell’autosospensione del renziano, chiede a gran voce al segretario Nicola Zingaretti di cacciarlo dal partito.

Il Quirinale smentisce Luca Lotti: le sue sono solo 'millanterie'

Secondo le copiose intercettazioni ambientali pubblicate dai giornali sul caso Lotti-Palamara-Csm, l’ex Ministro dello Sport del governo Gentiloni, durante una delle riunioni carbonare tenuta in un albergo di Roma, avrebbe raccontato ai suoi sodali di essersi recato al Quirinale e di aver riferito al Presidente Mattarella che “la situazione è questa” e che il nome più gettonato per la successione di Giuseppe Pignatone alla guida della procura della Capitale sarebbe stato quello di Marcello Viola, favorito (da loro) rispetto a Francesco Lo Voi. Ricostruzione di Luca Lotti rispedita al mittente dall’inquilino del Colle attraverso una nota ufficiale che parla chiaramente di “millanterie”.

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Pd

La furia di Massimo Cacciari contro il braccio destro di Renzi: ‘Intrallazzatore’

Una situazione già imbarazzante per il Pd, visto il coinvolgimento anche di un altro parlamentare Dem, l’ex magistrato Cosimo Ferri, che si è fatta addirittura insostenibile dopo l’apertura dello scontro anche con Sergio Mattarella. Anche per questo motivo, forse, Luca Lotti ieri è stato costretto al mezzo passo indietro con l’annuncio della sua autosospensione.

Decisione che non accontenta assolutamente Massimo Cacciari il quale, intervistato da Huffington Post, si è rivolto direttamente al numero uno del Nazareno, Luca Zingaretti, chiedendogli “cosa aspetta a cacciare quell’intrallazzatore di Lotti?”. L’unico motivo per cui, secondo il filosofo veneziano, il segretario Dem non lo sbatte fuori dal patito, sarebbe il fatto che è un “leader debole”. Insomma, l’autosospensione per Cacciari non vale nulla finché i vertici del partito non daranno un giudizio definitivo sulla vicenda.

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