La Lega, nel corso delle ultime elezioni, ha raggiunto un consenso elevatissimo, andando ad assestarsi oltre il 30%. Un risultato enorme se si considera da dove il Carroccio è partito prima dell'avvento di Matteo Salvini. Ci sono, però, dei territori dove ad avere la meglio sono state altre realtà: ad esempio il caso di Milano, dove a prevalere è stato il Partito Democratico. La metropoli meneghina si è rivelata un vero e proprio presidio per il movimento 'dem' italiano, considerato che il partito guidato da Nicola Zingaretti si è assestato attorno al 36%.

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Merito, probabilmente, anche di un'amministrazione guidata da Giuseppe Sala e che, in diverse graduatorie e indici di vivibilità, sta trovando attestati di stima e non solo del proprio lavoro. Proprio Sala, nelle ultime ore, è stato protagonista di uno scontro dialettico con Matteo Salvini e non è la prima volta. Tra i due naturalmente scorre la rivalità di chi appartiene a due filosofie politiche agli antipodi, basti pensare all'ultima polemica scatenata dalla rinuncia ai taser della Polizia Locale milanese che, invece, Matteo Salvini vorrebbe mettere in dote a più forze dell'ordine possibili operanti sul territorio.

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Stavolta ad innescare la polemica è stata una dichiarazione del ministro dell'Interno, a cui è seguita una replica particolarmente ironica da parte del Sindaco.

Salvini vede negli italiani dei figli

Matteo Salvini ogni qualvolta ne ha l'occasione puntualizza, come nei comizi o nelle conferenze, lui parli "da padre". Una puntualizzazione che serve ad evidenziare per gli interlocutori come, in quel frangente, le proprie eventuali esternazioni siano mosse dalla responsabilità tipica di chi è anche genitore.

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Politica Matteo Salvini

Stavolta, però, è andato oltre: rispetto, infatti, alla possibilità che si possa andare allo scontro con l'Europa per una possibile Politica di austerity da rispettare, per evitare così di incorrere in sanzioni dalla procedura d'infrazione per eccesso di debito, ha utilizzato un concetto particolarmente forte. L'esempio che ha fatto è che qualora da Bruxelles dovesse arrivare l'ordine di non dare da mangiare al proprio figlio la sua risposta sarebbe netta: “Secondo me viene prima mio figlio, i miei figli sono 60 milioni di italiani. Se una medicina dopo 15 anni si rivela sbagliata ho diritto a prendere un’altra medicina".

Sala risponde con ironia

La metafora, come spesso accade quando parla Salvini, ha suscitato reazioni contrastanti. C'è chi non l'ha gradito e c'è chi, come il Sindaco, di Milano ha scelto di utilizzare una replica che può strappare qualche sorriso. "Io non lo vorrei neanche come zio" ha avuto modo di commentare Giuseppe Sala. C'è, però, da capire adesso con quale spirito l'Italia andrà a Bruxelles a provare a scongiurare l'ipotesi di una procedura d'infrazione per eccesso di debito.

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