Pochi giorni fa la nave Sea Watch 3 è entrata nel porto di Lampedusa, scatenando molte polemiche nel mondo della Politica italiana. A seguito dello sbarco sull'isola siciliana, la comandante dell'imbarcazione della Ong Carola Rackete è stata arrestata dalla Guardia di Finanza. Tale stato d'arresto è stato accolto in modo positivo da alcuni critici delle organizzazioni umanitarie e in modo negativo dai sostenitori della Sea Watch. Inoltre, nei confronti della capitana della nave è nata una vera e propria gara di solidarietà e di sostegno, soprattutto sul web.

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Le dichiarazioni della comandante sullo stato di salute dei migranti

La stessa Carola Rackete ha deciso di commentare il suo arresto e le controversie che stanno riguardando la Sea Watch. Andando maggiormente nello specifico, intervistata tramite i suoi legali dal Corriere Della Sera, la ragazza tedesca ha sostenuto che lo sbarco dell'imbarcazione dell'organizzazione umanitaria era praticamente inevitabile e che è stato fatto anche per tutelare la salute dei migranti.

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Difatti, la Rackete ha ribadito che alcuni dei profughi erano in condizioni psicologiche molto labili e temeva che alcuni si sarebbero potuti anche suicidare. Tra l'altro, nei giorni precedenti allo sbarco alcuni dei migranti si erano resi responsabili di atti di autolesionismo.

La capitana: 'Chiedo scusa per l'incidente con la Finanza, sono disobbediente e non violenta'

La giovane capitana della nave olandese della Ong tedesca ha scelto di commentare anche lo scontro avvenuto tra la sua imbarcazione e la motovedetta della Guardia di Finanza.

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Stando sempre a quanto affermato durante l'intervista al Corriere Della Sera dai suoi avvocati, la comandante della Sea Watch 3 ha chiesto scusa per l'accaduto e ha affermato che non aveva nessuna intenzione di arrivare a quell'incidente. Inoltre, la giovane donna di origine tedesca ha detto che ora è decisamente pronta ad affrontare le conseguenze legali di quel gesto.

Oltre a ciò, la stessa comandante della nave umanitaria ha specificato che il suo non è stato un ''atto di violenza'' ma di ''disobbedienza''.

Inoltre, Carola ha comunque riconosciuto che lo scontro con la Guardia di Finanza è stato frutto di un errore di manovra da parte sua. Nell'intervista al Corriere, la Rackete ha anche dichiarato, sempre per bocca dei legali, di aver telefonato più volte al porto per avvertire del possibile sbarco della Sea Watch e ha aggiunto che nessuno sapeva comunque parlare l'inglese. Su tale vicenda, c'è da dire che le affermazioni di Carola saranno sicuramente ulteriore motivo di discussione tra i sostenitori e i critici della giovane e, d'altronde, potrebbero diventare un nuovo elemento di scontro tra le forze governative e l'opposizione.

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