Romano Prodi è stato ospite della trasmissione di Lucia Annunziata "Mezz'ora in più". L'occasione è stata proficua per disquisire in maniera ampia di tanti temi legati all'attualità, ma anche di tornare su questioni che si proiettano nel passato perché caratterizzate da scelte avvenute quasi venti o più anni fa. È stato, ad esempio, il caso della tematica strettamente legata ad "Autostrade Spa" e alle concessioni ricevute proprio ai tempi in cui il premier era il professore di Reggio Emilia. Le rivelazioni hanno fatto andare su tutte le furie Vittoria Baldino del Movimento Cinque Stelle che, attraverso il proprio profilo Facebook, ha pubblicato un post particolarmente duro in riferimento alle esternazioni e alle rivelazioni di Romano Prodi.

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Dopo il Ponte Morandi si è molto discusso di Autostrade

La gestione delle infrastrutture legate alla mobilità su strada, come per l'appunto le autostrade, è diventata un argomento di grande interesse subito dopo la triste vicenda legata alla caduta del Ponte Morandi. Prodi, come ha rivelato Lucia Annunziata, nel corso della sua trasmissione è stato protagonista della concessione alla famiglia Benetton.

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Proprio la giornalista gli ha chiesto se, oggi, avrebbe rifatto la scelta. "La privatizzazione - evidenzia Prodi - era obbligatoria. Era un ordine ed una decisione che veniva da tutti i contesti internazionali. Una decisione presa politicamente".

Prodi rintraccia i problemi in aspetti che esulano dalla mera concessione: “La società Autostrade, quando era disciplinata e controllata, rigava dritto e ha fatto tante cose.

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Il problema non è dar la concessione e chiudere gli occhi. Dai la concessione con le regole e poi devi avere gli ispettori, le regole che seguono le cose e devi intervenire quando è ora. La concessione va data, perché queste erano le regole".

Vittoria Baldino lo attacca sul fatto che l'Italia non era pronta

Vittoria Baldino, nel suo post, critica apertamente le parole di Prodi. Parole che già fanno capire quanto la privatizzazione non sia vista di buon occhio dalla grillina che, però, in una sua analisi mette in risalto come nel 1996, di certo, l'Italia non fosse pronta a subire la privatizzazione delle autostrade, poiché non era stato ancora istituito un organo indipendente che potesse vigilare su questo processo.

Addirittura l'organismo di controllo sarebbe diventato pienamente operativo soltanto nel 2013. Il fatto che l'Italia abbia provveduto alla privatizzazione quando i tempi erano ancora acerbi per poterlo fare, rappresenta un fatto che oggi si presenta addirittura più grave considerate le parole di Prodi. Rispetto all'affermazione di Prodi a Mezzora in più la Baldino è chiara: "Questa è una dichiarazione gravissima soprattutto alla luce di quanto accaduto lo scorso 14 agosto.

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Le infrastrutture sono un bene pubblico dello Stato e di nessun altro".

Ecco il post completo:

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