La crisi di governo sta entrando nel vivo. Ieri, durante la conferenza dei capigruppo del Senato non si è raggiunta una linea condivisa e la maggioranza ha deciso che oggi l'Aula si riunirà nuovamente per votare il calendario, mentre tra una settimana l'assemblea dovrebbe ascoltare le comunicazioni del premier Conte. Ma la crisi non si sta consumando solo nei Palazzi, ma anche sui social, a colpi di post e tweet. E, a sorpresa, Matteo Salvini pare perdere smalto, mentre Renzi, invece, sta tornando alla ribalta.

L'Aula vota il calendario

La presidente del Senato Elisabetta Casellati aveva già fatto intendere che in caso di spaccatura, a decidere il calendario sarebbe stata l'Aula. E così è stato: mentre Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia hanno spinto sull'acceleratore per arrivare a votare la sfiducia, ha prevalso l'orientamento più prudente del Movimento Cinque Stelle e del Pd e si è deciso di "parlamentarizzare la crisi" e di fissare le comunicazioni del presidente del Consiglio per martedì 20 agosto.

La decisione della capigruppo non ha sintetizzato quella dell'unanimità e, dunque, si renderà necessario un ulteriore passaggio in Aula (in programma per oggi) durante il quale si voterà il calendario dei lavori. L'anomala ed improvvisa convocazione ha sollevato un generale malcontento e scatenato le ire del Pd e Leu.

Oggi, dunque a Palazzo Madama, sarà battaglia sul voto - salvo colpi di scena dell'ultimo minuto - dovrebbe prevalere la "nuova maggioranza" Pd-M5s e altri gruppi minori.

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Politica Matteo Salvini

L'inedito asse dovrebbe poter contare su 173 voti contro i 138 voti del centro-destra. Da considerare, però, che sarà praticamente impossibile vedere presenti tutti gli eletti dei due schieramenti.

La crisi di governo social

I social sono lo specchio della realtà e, inevitabilmente, la crisi di governo si sta trascinando anche su Twitter e Facebook. Nell'ultimo anno Matteo Salvini è stato leader assoluto dei social grazie alla sua "Bestia" (la discussa macchina della propaganda gestita da Luca Morisi), ma qualcosa, ora sta cambiando.

Pier Luca Santoro, consulente comunicazione e marketing di DataMediaHub (autorevole think tank su editoria e digitale), in questi giorni di fermento politico sta monitorando e analizzando le interazioni dei principali leader dei partiti sui social e ha rilevato che nel corso della settimana dal 5 all'11 agosto, il sottosegretario della Lega ha perso oltre 10mila follower su Facebook. Il suo ormai ex alleato di governo Luigi Di Maio, invece pur essendo meno seguito, è in recupero: negli ultimi 7 giorni, infatti, ha guadagnato 8mila fan.

In decisa ascesa anche il premier Giuseppe Conte; l'avvocato degli italiani, nonostante non sia stato particolarmente attivo, è stato seguito da 20mila utenti in più. Ma le "sorprese" non finiscono qui. Infatti, nel variegato panorama web è "rispuntato" anche l'ex premier (ed ex leader Pd) Matteo Renzi. Dopo essere a lungo scomparso dal monitoraggio social degli analisti è riuscito a conquistare in pochi giorni quasi 2 mila fan in più.

Al di là del numero dei follower e dei like, va considerato anche un altro aspetto fondamentale: il coinvolgimento. "Per quanto riguarda Matteo Salvini – ha spiegato Santoro – il numero delle condivisioni ha subito una flessione e anche il tenore dei commenti è risultato più negativo che positivo". Poi, ha aggiunto: "Per il 46,9%, le conversazioni social dei diversi profili del ministro hanno espresso sorpresa, ira, disgusto e tristezza. Una decisa inversione di tendenza rispetto a qualche settimana fa, quando ancora era alleato di Di Maio".

L'ultimo report DataMediaHub, ha inoltre messo in risalto che il leader della Lega, nell'ultima settimana, ha ottenuto lo 0,3% di menzioni in meno su Facebook e, addirittura, il 3,8% in meno su Twitter. Negativo anche l’engagement (cioè la somma di like. commenti e condivisioni): -12,7% sulla pagina Facebook e -17,1% su l'account Twitter. Se sui social, Salvini ha perso in totale il 13,6%, Matteo Renzi, invece, ha segnato un +24,2% per le citazioni e un +18,3% per quanto riguarda l’engagement.

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