Non è un momento facile per il Movimento Cinque Stelle. Sembrano davvero lontani i tempi in cui i grilini ottenevano percentuali tali da ergersi a prima forza parlamentare. Le ultime elezioni europee e soprattutto regionali umbre hanno ufficializzato il fatto che, al momento, il M5S stia segnando il passo. Inevitabile che si mettano in piedi ragionamenti sulle cause dei passi indietro che, sotto il profilo del consenso, sono sotto gli occhi di tutti.

Vittorio Feltri, in un editoriale apparso su Libero, ha posto l'accento sul ruolo di Luigi DI Maio in questo indietreggiare dei Cinque Stelle. Lo ha fatto esprimendo una critica abbastanza diretta nei confronti del Ministro degli Esteri che, metaforicamente, è stato definito "sull'orlo del precipizio'' a livello politico.

Per Feltri M5S destinato a diventare ininfluente

Luigi Di Maio, nell'articolo del giornalista, viene additato come una figura che si è resa protagonista, da capo politico del Movimento Cinque Stelle, di opere "tutte distruttive".

Non a caso, in riferimento a quello che è il momento attuale, Feltri paragona il partito ispirato da Grillo ad un ''cumulo di macerie''. Allo stesso modo non è tenera neanche la previsione che fa, considerato che il trend che vede assottigliare il consenso, nei pensieri di Feltri, sarebbe irreversibile e, nel tempo, destinato a rendere i Cinque Stelle un "gruppo ininfluente" e non in grado di spostare gli equilibri nell'ambito della politica italiana.

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Un destino che, secondo Feltri, affonderebbe le proprie radici anche nel modus operandi di colui il quale, ormai da anni, può essere considerato il reggente del partito: ossia l'attuale Ministro degli Esteri.

Governo rischia di cadere per il direttore di Libero

Il giudizio non particolarmente positivo di Feltri nei confronti Di Maio viene espresso attraverso un ragionamento che parte da lontano ed esattamente dal momento in cui strinse l'accordo con Salvini per la formazione del governo gialloverde.

Per quella maggioranza venutasi a creare il giornalista utilizza l'etichetta di "appicicaticcia" e, allo stesso tempo, sottolinea come il capo politico grillino pensasse di fare incetta di consensi attraverso l'introduzione del reddito di cittadinanza. Fortemente voluto dall'ala gialla di quella maggioranza, di cui Di Maio era il numero uno, viene definito da Feltri come uno "strumento di corruzione di massa impressionante", sulla base di quelle che sarebbero le cronache che lo vede spesso assegnato a gente che lo stesso giornalista etichetta come ''imbroglioni''.

Di Maio viene considerato, perciò, da Feltri come lui il quale "con tenacia ha costruito un fallimento che sta spegnendo i pentastellati". Sottolinea il fatto che sarebbe inviso persino alle figure amiche, che vedrebbero in lui "la causa delle disgrazie personali nonché di quelle pubbliche". Riguardo al governo, invece, evidenzia come non si potranno prevedere i tempi, ma non manca di sottolineare come "avverrà presto".

"Per ora - chiosa Feltri per cocncludere - dovremo accontentarci di assistere al defenestramento di Gigino, dopo di che sarà il diluvio".

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