Sono state ormai definite e ufficialmente accettate le candidature in vista delle elezioni regionali dell'Emilia-Romagna, fissate per domenica 26 gennaio 2020. Dopo la scadenza per la presentazione delle liste fissata a sabato 28 dicembre, è ora confermato che i candidati a presidente della Regione saranno precisamente sette.

Bonaccini e Borgonzoni non saranno gli unici candidati alla presidenza

Corre per la riconferma il Governatore uscente Stefano Bonaccini, esponente del Pd, sostenuto da una coalizione di centro-sinistra composta da: Partito Democratico, Emilia-Romagna Coraggiosa (lista nella quale sono presenti candidati di Articolo Uno, da Sinistra Italiana e da éViva), Europa Verde, Volt, +Europa (appoggiata anche da PSI e PRI) e dalla lista civica Bonaccini Presidente (nelle quali compaiono candidati di Italia in Comune, di Azione di Calenda, di Possibile e di Italia Viva).

La sua principale sfidante è Lucia Borgonzoni, senatrice leghista ed ex sottosegretario al Ministero per i beni e le attività culturali, sostenuta da una coalizione di centro-destra, composta dalla Lega, da Forza Italia, da Fratelli d'Italia, da Cambiamo! (di Giovanni Toti) e Il Popolo della Famiglia e da due liste civiche

Il Movimento 5 Stelle, presenta Simone Benini, imprenditore di Forlì, già consigliere comunale pentastellato.

Mentre il medico ferrarese Domenico Battaglia, si presenta come candidato della lista Movimento 3V (Vaccini Vogliamo Verità).

Ma ci saranno anche tre candidati a presidente che si collocano politicamente "a sinistra" rispetto alla coalizione di centrosinistra che appoggia Bonaccini. Situazione che, peraltro, rappresenta un record di proliferazione per tale area Politica a un'elezione regionale.

Tre candidati presidente che si collocano a sinistra di Bonaccini sono sostenuti da altrettante liste

Partecipa in solitaria la lista L'Altra Emilia-Romagna, già presente alle precedenti elezioni regionali del 2014, quando fu l'unica formazione "a sinistra del centrosinistra", ottenendo il 4,0% e riuscendo a eleggere un consigliere.

Di essa fanno oggi parte Rifondazione Comunista, PCI e Partito del sud. A queste elezioni candida come presidente Stefano Lugli, 45enne di Finale Emilia, dove è stato candidato sindaco, segretario regionale del Prc.

Si presenta da solo pure Potere al Popolo, il movimento nato alle elezioni politiche del 2018 e guidato a livello nazionale da Viola Carofalo e Giorgio Cremaschi, presenta la candidata presidente più giovane in corsa a queste elezioni, ovvero Marta Collot, 26enne veneta ma che da anni vive a Bologna, lavoratrice precaria e militante di movimento.

Candidatura autonoma anche per il Partito Comunista di Marco Rizzo, che presenta come possibile Presidente Laura Bergamini, 59enne parmigiana educatrice d'asilo e sindacalista, a suo sostegno l'unica lista che presenta sulla scheda elettorale il simbolo con la falce e il martello.

Un record nazionale

Insomma gli elettori di sinistra che vivono in Emilia-Romagna, il 26 gennaio non avranno che l'imbarazzo della scelta. Si tratta infatti di un record nazionale: per la prima volta nella storia infatti, da quando (nel 1995) in Italia si eleggono direttamente i presidenti delle varie regioni, a un'elezione corrono ben tre diversi candidati alla sinistra del centrosinistra.

Il tutto in un contesto in cui la legge elettorale pone uno sbarramento del 3% per le liste che non siano collegate a un candidato presidente che ottenga almeno il 5% dei voti validi. Un fatto non trascurabile, se inserito anche in un contesto politico in cui la vittoria delle elezioni pare possa decidersi - per la prima volta nella storia della "regione rossa" per eccellenza - in una lotta all'ultimo voto. Insomma, scopriremo fra meno di un mese se l'Emilia-Romagna è ancora la regione con gli elettori più a sinistra d'Italia. Per ora sicuramente ha il record di essere quella con il più alto numero di candidati di sinistra che si sia mai visto.

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