Nella puntata di questo giovedì 5 dicembre di "Piazzapulita" condotto da Corrado Formigli su La7 è intervenuto Matteo Renzi, ex presidente del Consiglio. Il senatore di Italia Viva si è soffermato su numerosi aspetti di attualità politica, parlando fra l'altro della tenuta del Governo Conte, ma anche di alcune vicende di cronaca che hanno riguardato recentemente la fondazione Open a lui vicina.

Matteo Renzi sul referendum costituzionale del 2016

Matteo Renzi ha esordito parlando del fatto che tre anni fa in questi giorni si svolse il Referendum costituzionale sulla riforma da lui promossa, spiegando: "Quella sconfitta ha cambiato la possibilità di avere un Governo deciso dagli italiani.

Se fosse passata quella riforma oggi non avremmo un Governo Frankestein, che lo è ogni volta in cui si tiene dentro tutto e il contrario di tutto. Se fosse passato il referendum oggi avremmo un partito vincente alle elezioni che governa per 5 anni. E' andata come è andata. Sarebbe cambiato molto per la vita degli italiani. Io non sono interessato a tornare a fare il Presidente del Consiglio, se avverrà bene".

Proseguendo poi: "Per me il modello migliore continua a essere quello per il quale ho perso la mia posizione e che rifarei domattina.

Prendo atto che gli italiani hanno voluto un modello in cui il Governo non si conosce la sera delle elezioni. Non sono io che ho cambiato idea. Per me sarebbe meglio avere un sistema con una sola Camera e non con due (...) Ancora oggi mi domando se non sarei stato meglio ad andare per i fatti miei in America, forse per i fatti miei avrei fatto meglio (...) Sfido a trovare un leader politico che non abbia fatto cose che aveva negato in precedenza, si pensi a cosa hanno fatto Salvini, Di Maio e Zingaretti rispetto a quel che avevano detto".

Renzi sulla tenuta del Governo Conte: 'Litigano su tutto, basta polemizzare su tutto'

Il senatore fiorentino ha poi aggiunto: "Se continua così ci sta che si vada a votare davvero. Litigano su tutto. Io non sono al Governo, i nostri ministri non stanno litigando. All'incontro di domenica in cui hanno litigato Italia Viva non c'era. Rischiano di andare ad elezioni perché in questa fase si discute su tutto, il rischio quindi c'è".

L'ex premier ha proseguito: "Italia Viva è una start up della politica, forse sul piano personale non mi conveniva farla. Io vorrei che tornasse una fase in cui si parla di progetti e di sogni. (...) Secondo me Di Maio non vuol far cascare il Governo, perché ragionando di numeri oggi il M5S ha 350 parlamentari su 1000, se si va a votare ne ha 70 su 600. Per questo Di Maio può tirare la corda ma non può romperla. Però si sta creando un clima brutto. Basta con questa storia di polemizzare su tutto. (...) Io critico un solo punto del Governo: lo abbiamo voluto fare per non alzare l'Iva e poi come prima cosa rischiamo di aumentare Iva e tasse, dicendo questo io non critico il Governo ma provo a salvarlo.

Complessivamente c'è un bicchiere mezzo pieno e uno mezzo vuoto. (...) Io credo che ci sia il 50% di possibilità che questo Parlamento resti in piedi, fino a un mese fa avrei detto 95%, oggi dico 50%: se resta in piedi verrà eletto un Presidente della Repubblica che non è anti-Europeista. Per me questo è un passaggio importante".

Poi l'esponente di Italia Viva ha detto: "Io con Zingaretti non mi sento ultimamente, ma non è una questione di amicizia, ma la pensiamo allo stesso modo sull'Europa, su Bibbiano e su tante altre battaglie. La differenza è il giorno in cui abbiamo fatto l'accordo coi 5 Stelle una parte del PD si è innamorata, volendosi metaforicamente "sposare" con loro, si pensi a Goffredo Bettini a Dario Franceschini, per noi invece era una convivenza di interesse per qualche periodo per salvare il Paese da Salvini.

Io con 5 Stelle su tante cose mi sento un'altra roba. Va bene salvare il Paese da Salvini, ma da qui a sposarci coi 5 Stelle ne passa".

Renzi sul tema della fondazione Open: 'Serve il coraggio di dire che per fare politica ci vogliono i soldi'

Renzi è stato interpellato da Formigli anche sulla situazione della fondazione Open, su cui ha risposto: "Le fondazioni esistono in tutto il mondo per sostenere le attività politiche di ogni leader, anche negli Usa. In Italia ci sono 120 fondazioni, fra esse solo una decina presenta regolari bilanci, fra esse c'era Open. La fondazione degli ex DS non presenta Bilanci".

Aggiungendo: "E' una settimana che sono processato sui giornali. Trecento finanzieri hanno perquisito le case di persone perbene e incensurate solo perché erano amici del sottoscritto e vicini alla fondazione Open, hanno portato via loro telefono, chat di Whatsapp, Pin vari e quant'altro. Mentre i malavitosi restano in giro. E' un problema per questo Paese che avvenga una cosa del genere. C'è un problema di libertà delle persone. Io faccio questa battaglia per la gente non per me".

Poi ha proseguito: "Io mi vanto di aver contribuito ad abolire il finanziamento pubblico dei partiti nel 2013, il PD quell'anno perdeva 10 milioni di euro, con me invece perdeva solo 600 mila euro l'anno.

Serve il coraggio di dire che per fare politica ci vogliono i soldi, l'importante è che siano trasparenti e leciti. I soldi di Open non erano versati su conti privati, ma nessuno può dire che io sono disonesto, altrimenti lo porto in tribunale".

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