Il 26 gennaio è sempre più vicino. In Emilia Romagna andrà in scena quella che sta diventando una partita appassionante. Il riferimento va alla sfida tra Lucia Borgonzoni e l'uscente Stefano Bonaccini per la poltrona di governatore. Un match che, in base all'esito, rischia di avere ripercussioni persino sulla politica nazionale. Nel frattempo l'andamento dei sondaggi ha generato un trend in cui quella che sembrava una contesa totalmente destinata a tendere dalla parte del candidato del Partito Democratico, è divenuta una competizione incerta.

Nell'ambito della trasmissione Coffee Break di La 7 sono stati mostrati gli ultimi dati relativi ad un'indagine Swg. Gli scenari che sembrano delinearsi sono resi incerti dal fatto che, al momento, da una parte ci sarebbe un vantaggio da parte del candidato Bonaccini che, però, guiderebbe una coalizione che insegue gli avversari. Si, perché la possibilità del voto disgiunto rischia di dare alla regione un consiglio in cui il governatore e la sua squadra in grado di governare solo grazie al premio di maggioranza.

Ammesso che i sondaggi siano confermati, alcuni di questi, tra cui quello Swg, accreditano più voti al centrodestra che al centrosinistra.

Bonaccini candidato uscente ancora avanti

Il sondaggio proposto è quello Swg, diffuso inizialmente dal Tg di La 7. La rilevazione si è preoccupata di andare a valutare quelli che, al momento, risultano essere gli orientamenti al voto del campione preso in esame.

Nella circostanza si è arrivati a stimare che, per Stefano Bonaccini, ci sarebbe una forchetta di consenso oscillante tra il 45% ed il 49%. Per Lucia Borgonzoni, invece, ci sarebbe una percentuale di preferenze destinata a variare in un range tra il 43% ed il 47%. Si tratta di differenze che rischiano di innescare persino una partita destinata a decidersi per una manciata di voti.

Questi sono i dati che riguardano le preferenze relative ai candidati.

Per i sondaggi centrodestra destinato ad avere più voti

Ricordando come, per le regionali, è possibile votare in maniera disgiunta, si può andare a mettere in rilievo altri numeri. Andando a sommare i voti relativi alle coalizioni generati dalle preferenze verso i partiti, si arriva a percentuali addirittura favorevoli al centrodestra.

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Per la coalizione di Bonaccini c'è una forchetta tra il 42,5% ed il 46,5%, per quella di Lucia Borgonzoni una tra il 45% ed il 49%. Questo non fa che alimentare l'incertezza per una partita che, ormai, potrebbe non essere decisa in partenza come si immaginava all'inizio. Resta, naturalmente, a cose fatte quella che, alla fine, sarà stata l'attendibilità di ciascun sondaggio, considerato che si tratta di indagini a campione, seppur spesso attendibili e fedeli a ciò che successivamente accade.

Quello che è certo è che questi sono gli ultimi giorni in cui potranno essere diffusi, considerato che, nelle due settimane antecedenti le urne, non potranno più essere pubblicati per legge.

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