Il senatore Gianluigi Paragone è tra le voci più critiche del Mes, insieme al deputato della Lega Claudio Borghi e al filosofo sovranista Diego Fusaro. Pochi giorni fa il Presidente del Consiglio italiano, Giuseppe Conte, ha richiesto a gran voce all’Ue l’attivazione del Meccanismo europeo di stabilità (o Fondo Salva Stati) allo scopo di arginare i drammatici effetti economici della diffusione del Coronavirus. Lunedì prossimo, 23 marzo, il Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri dovrebbe partecipare alla riunione dell’Eurogruppo in cui si dovrebbe decidere di ricorrere al Mes.

Una notizia che induce Paragone a denunciare il “golpe del Governo” che, a suo dire, vuole “svenderci a Francia e Germania”. Il senatore ex M5S invita tutti gli italiani ad “inondare” di proteste le caselle mail dei parlamentari pentastellati.

Paragone sul Mes: ‘Qui è in corso un tentativo di golpe’

“Qui è in corso un tentativo di golpe - afferma Gianluigi Paragone in un video pubblicato sulla sua pagina Fb - mentre il Parlamento è chiuso e il Paese bloccato, lunedì (23 marzo ndr) il Ministro dell’Economia Gualtieri, su mandato del Presidente del Consiglio Conte, andrà all’Eurogruppo per firmare il Mes, rischiamo di essere sotto il giogo dei francesi e dei tedeschi.

Basta chiedere soldi a questi strozzini legalizzati, perché questo è il Mes: è uno strozzinaggio legalizzato. E allora - attacca a testa bassa l’ex M5S - non è possibile andare avanti con questa logica quando il Paese è bloccato da un’emergenza, è scosso. Quando il parlamento è bloccato. Non possiamo assolutamente fare il nostro dovere (di parlamentari ndr)”.

Il senatore ex M5S: ‘Bisogna dire no Mes’

E in queste condizioni - prosegue nel suo attacca Paragone - Gualtieri vuole andare a firmare il Mes? E poi vi diranno ‘no, ma non stiamo firmando il Mes, stiamo facendo il fondo e i bond coronavirus’. Nulla di tutto questo, è sempre lo stesso meccanismo di soldi presi in prestito e che dobbiamo restituire. E a chi li verranno a chiedere? A noi cittadini, a noi risparmiatori.

E quindi bisogna piantarla, bisogna dire no Mes". Paragone invita gli italiani a intasare di mail le caselle di posta elettronica di deputati e senatori del M5S perché, spiega, nel loro programma elettorale c’era scritto che il Movimento si sarebbe opposto in qualsiasi modo "ai ricatti dei mercati e della finanza internazionale", facendo riferimento in particolar modo alla "liquidazione del Mes’”.

L’appello a Conte e Gualtieri

“Qui siamo esattamente sotto il ricatto dei mercati e della finanza" punta ancora il dito Paragone chiedendo che gli italiani non vengano più esposti a questo pericolo. Conte e Gualtieri, poi, non possono mettere i cittadini alla mercé del "ricatto di questi strozzini".

Invita tutti ad utilizzare internet per protestare, vista l'impossibilità di scendere in piazza, intasando anche la casella di posta elettronica dell'ex capo politico pentastellato Luigi Di Maio.

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