Fabrizio Pregliasco parla di 'fase 2' per il Coronavirus. Nel momento in cui i numeri cominciano ad essere leggermente meno inquietanti, si può iniziare a capire quali potranno essere gli scenari. Dall'intervista rilasciata dal noto virologo all'Agi si evince la necessità che i cittadini acquisiscano delle consapevolezze. La prima è che ancora non c'è una data precisa. La seconda è che la guerra contro il virus è ancora tutta da combattere. La terza è che non si può immaginare che di punto in bianco si tornerà alla normalità. Ogni eventuale passo in avanti rispetto al ritorno alla quotidianità sarà graduale e subordinato all'evoluzione dei numeri della pandemia che continueranno ad essere sotto controllo.

Fase 2 coronavirus: il discorso è anche politico ed economico

Forse mai come nelle ultime settimane temi apparentemente eterogenei come scienza, medicina, Politica ed economia si sono mischiati. La necessità di chiudere gli italiani in casa per evitare che il virus si propaghi ha avuto conseguenze importanti sul fronte economico e sociale. Ecco perché si attende con ansia che Pregliasco fornisca una ricostruzione dello stato delle cose, in modo da capire ciò che accadrà. Da giorni si parla della così detta "fase 2", ossia dell'individuazione di una data che potrebbe essere quella buona per un allentamento delle misure restrittive. Qualche numero positivo relativo al contagio e ai ricoveri ospedalieri fa sì che la frontiera sia più vicina, ma Pregliasco è chiaro su alcuni punti.

"È impossibile - ha evidenziato - pensare di riaprire tutto subito come se non fosse successo niente ed è difficile pensare di ripartire solo quando i contagi saranno a zero". Parole che rilevano la consapevolezza che il Paese dovrà ripartire prima che tutto sarà finito. Questo imporrà di muoversi con passi piccoli.

"Si inizierà - rivela - dalle regioni meno colpite e con meno casi, come la Sardegna, fino ad arrivare per ultimo alla Lombardia".

Particolare attenzione alle aziende

I numeri relativi al coronavirus continueranno ad essere monitorati. Questo determinerà la possibilità di un intervento immediato nel momento in cui si individuassero nuovi focolai.

L'eventuale cambio delle norme non escluderà un immediato passo indietro qualora la situazione tendesse a diventare nuovamente problematica. In particolare, come rivelato da Pregliasco, il focus riguarderà le attività lavorative con particolare riferimento alle aziende e quelle che hanno contatti esterni con i fornitori. "La situazione - ha concluso il virologo - andrà monitorata attentamente e dovremo essere pronti ad applicare misure restrittive mirate in caso di bisogno".

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