Giovedì 30 aprile il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è presentato prima alla Camera e poi al Senato per un’informativa sull’emergenza economica. Scopo del capo dell’esecutivo è stato quello di chiarire i modi e i tempi della ripresa delle attività produttive durante quella che è stata definita la Fase 2. Durante il suo discorso alla Camera dei Deputati, oltre ai ripetuti applausi, ci sono stati attimi di tensione, anche se brevi e non drammatici, quando Conte ha dichiarato che il Governo giallorosso ha “sempre dialogato con gli enti locali”, è intenzionato a proseguire su questa strada ma, ha avvertito, “introdurre misure restrittive diverse da quelle del Governo sarà considerato illegittimo”.

Un chiaro riferimento ai Governatori regionali come quelli del Nord, o Jole Santelli in Calabria. Inevitabili mugugni e grida in aula, ripetutisi poi verso la fine del suo discorso.

L’informativa di Giuseppe Conte alla Camera

Non appena ha iniziato a parlare di fronte all’aula di Montecitorio, Giuseppe Conte ha subito chiarito che il Governo “non può assicurare il ripristino immediato della normalità” e che “nessuno ha pensato ad una riapertura simultanea e immediata di tutte le attività produttive”. Insomma, secondo il Premier “occorre un attento monitoraggio giornaliero dei contagi e la verifica delle capacità del sistema ospedaliero, oltre alla disponibilità di dispositivi di protezione”. Insomma, un monitoraggio complessivo dei contagi che comprende anche l’app Immuni che potrà essere scaricata volontariamente e sarà anonima, ha rassicurato Conte.

L’opposizione mugugna contro Conte

Conte ha poi confermato che nel mese di maggio verranno effettuati 150mila test sierologici per avere quadro più chiaro della diffusione dei contagi in Italia. “Dovremo essere pronti se necessario ad intervenire nelle zone dove si dovesse verificare crescita di contagi, adottando nuove misure restrittive mirate e ben circoscritte - ha dichiarato - verranno definiti criteri e specifiche soglie di allarme in ciascuna area del Paese”. Fatto questo, “si potrebbe anche concordare con le Regioni un allentamento delle restrizioni - ha aggiunto - operando con differenziazioni geografiche anche durante questa Fase 2. Non un piano rimesso ad iniziative improvvide di singoli enti locali - ha proseguito Conte - il Governo ha sempre dialogato con tutti gli enti locali, ma introdurre misure restrittive diverse da quelle del Governo non è possibile, sono da considerare illegittime”.

Ancora proteste sui Dpcm e sul ruolo dell’Italia in Europa

Conte ha anche ribadito che dal 4 maggio ci si potrà spostare all’interno della propria regione anche per andare a trovare i propri cari, che l’attività motoria e sportiva senza assembramenti si potrà svolgere anche lontano da casa, e che gli atleti potranno allenarsi a porte chiuse. “Se nei prossimi giorni i contagi non saliranno allenteremo ulteriormente le misure permettendo apertura negozi al dettaglio - ha poi assicurato - stiamo lavorando per stabilire i protocolli necessari per una ripresa in sicurezza di tutte queste attività”. A conclusione della sua informativa, Giuseppe Conte è tornato sulle polemiche sorte in merito alla dichiarazione dello Stato di emergenza e alla adozione dei Dpcm, considerati incostituzionali dalle opposizioni.

Per il Premier la conferma della legittimità della sua azione è giunta dalla Corte Costituzionale. Parole che hanno fatto nuovamente sussultare diversi parlamentari, infuriati anche per l’ammissione di Conte sui rapporti dell’Italia con l’Europa divenuti migliori e più proficui.