Mario Giordano contro le case farmaceutiche e i loro presunti rapporti con alcuni Paesi, allo scopo di rifornirli di vaccini prima degli altri. E non solo quello per il coronavirus, se mai ne verrà realizzato uno efficace. Ospite in collegamento video con Coffee Break, il talk show condotto da Andrea Pancani su La7, per presentare il suo ultimo libro 'Sciacalli: virus, salute e soldi, chi si arricchisce sulla nostra pelle’, il giornalista cita un episodio che gli sarebbe stato raccontato da un ex sottosegretario alla Salute del primo governo Conte. Secondo l’episodio riportato sul suo libro da Giordano, i rappresentanti di alcune case farmaceutiche avrebbero proposto al politico di acquisire, pagandolo milioni di euro, il diritto di prelazione su un vaccino contro una pandemia, senza però nemmeno sapere di quale pandemia o virus si trattasse.

Mario Giordano ospite di Coffee Break

“Sul tema del vaccino c’è tutta una grande discussione, non soltanto sui tempi di quando sarà disponibile”, introduce l’argomento vaccini Andrea Pancani durante la puntata di Coffee Break del 18 maggio. Il conduttore ricorda a Mario Giordano [VIDEO] come ad esempio il Ceo di Sanofi, la casa farmaceutica francese, abbia dichiarato alcuni giorni fa che la gran parte dei capitali che hanno finanziato le ricerche sono stati messi dagli Stati Uniti e che, quindi, questi avranno la priorità sugli altri Paesi, quando e se, verrà trovato un vaccino contro il coronavirus. E anche il presidente francese Macron, aggiunge Pancani, ha convocato in questa settimana proprio i vertici di Sanofi per discutere della questione.

Il giornalista riporta anche l’episodio del vaccino a cui stanno lavorando l’università inglese di Oxford e un’azienda italiana di Pomezia. Anche in questo caso, un ministro della Gran Bretagna ha voluto mettere in chiaro che i primi 30 milioni di dosi saranno destinate al suo Paese.

Giordano racconta l’episodio dell’incontro tra le case farmaceutiche e un ex sottosegretario

Giordano premette che il suo libro non è recentissimo, ma di qualche mese fa, visto che è stato tenuto “bloccato” per colpa del lockdown. Solo che al suo interno sono raccontate delle “cose che sono diventate centrali” proprio dopo l’esplosione della pandemia di coronavirus.

Il libro si apre con le dichiarazioni dell’ex sottosegretario alla Salute del primo governo Conte, racconta Giordano senza farne il nome, il quale gli avrebbe riferito il fatto che “nel suo ufficio fossero arrivati un anno e mezzo fa dei rappresentanti delle case farmaceutiche” i quali gli avrebbero proposto di vendergli per 20 milioni di euro “un diritto di prelazione su un vaccino in caso di pandemia”, ma senza ovviamente sapere di quale tipo di vaccino o pandemia si trattasse.

‘La sanità sarà il grande business del futuro’

Una questione “molto delicata” secondo il giornalista, collegata a doppio filo al discorso pronunciato dall’amministratore delegato di Sanofi appena citato dal conduttore di Coffee Break.

La domanda che si pone Giordano è se esista davvero qualcuno nel mondo che, dopo aver pagato, abbia la priorità sulla fornitura di vaccini in caso di nuove scoperte. E in che modo viene gestito a livello centrale il “rapporto tra farmaci sempre più essenziali e avanzati” e i loro prezzi sul mercato? Insomma, Giordano è convinto che la questione vaccini diventerà sempre più importante. Ma fa anche l’esempio di alcuni farmaci antitumorali, aumentati del 1500% “nel giro di un giorno” solo per il fatto che sia mutata la “proprietà di chi li vende”. Per concludere, il giornalista sostiene che “la sanità sarà il grande business del futuro”, quindi non solo sarà necessario “spendere di più, ma anche meglio”.

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