Lamberto Dini è da poco rientrato dal Costa Rica dove ha trascorso tutto il periodo del lockdown visto che non ha potuto rientrare prima in Italia per il blocco dei voli. L'89enne, ex direttore della Banca d'Italia ed ex presidente del Consiglio, si è espresso sullo stop decretato dalla commissione contenziosa del Senato sul taglio dei vitalizi. E Dini, in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, se ne rallegra sostenendo che è stata finalmente cancellata una situazione che era iniqua.

Lamberto Dini: 'C'era una situazione iniqua che finalmente è stata cancellata'

Lamberto Dini ha affermato al Corriere della Sera che era stata creata una situazione iniqua per troppa discrezionalità.

E, aggiunge, finalmente questa situazione è stata cancellata. Lo stop al taglio dei vitalizi degli ex parlamentari, deciso dal Senato sul finire del 2018 ed entrato in vigore da gennaio 2019, lo fa esultare anche in quanto membro del comitato guidato dall'avvocato Maurizio Paniz che in questi anni si è impegnato per arrivare all'abrogazione del taglio ai vitalizi.

Dini sostiene di avere molta simpatia per ex parlamentari come Arnaldo Forlani e Ciriaco De Mita che hanno fatto Politica per una vita, con passione e impegno. E non godono di altre entrate. "Il taglio delle Pensioni - afferma Dini - era ingiusto". Bisogna, afferma l'ex premier, tenere conto di cui ha vissuto di sola politica. Si è applicata una regola che ha provocato delle ingiustizie.

Dini sulla sua pensione: 'Non commento il mio caso privato'

Dini, nell'intervista al Corriere, sostiene che i vitalizi sono stati aboliti nel 2012, da quell'anno vige anche per deputati e senatori un sistema che si basa sulle regole generali dei contributi versati. Nel 2018 il Movimento 5 stelle afferma che i vitalizi sono un privilegio, dimenticando che, di fatto, non esistevano più.

Allora con la nuova norma si è dovuti andare a intervenire sui criteri di calcolo sugli anni precedenti. Questa situazione, per Dini, ha portato al paradosso che in alcuni casi la pensione sulla base del sistema contributivo poteva anche aumentare. E Dini stesso dice di essersi trovato in quel caso anche se afferma di non avere avuto aumenti.

Sull'ipotesi, formulata dell'intervistatore, che Dini percepisca una pensione di circa 30.000 euro lordi ogni mese di cui circa 6.000 da pensione da ex parlamentare, l'ex leader di Rinnovamento Italiano, dichiara di non volere commentare il suo caso privato.

Contro lo stop stabilito dalla Commissione, sono già stati annunciati ricorsi alla Consulta di Garanzia del Senato. Dini però taglia corto, per lui questa è una decisione inappellabile. Non ci saranno nuovi ribaltamenti e si torna come era prima senza nuovi cambiamenti.

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