La situazione Coronavirus è al momento contraddistinta da un dato di fatto: i casi di positività sono in aumento. Al di là delle valutazioni scientifiche, la Politica sembra voler intraprendere una linea prudenziale. Ed è ciò che emerge dalle parole rilasciata dal Ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia in un'intervista rilasciata a La Stampa. Il suo ruolo è quella di coordinare quella che sembra essere una riunione permanente della "conferenza Stato-Regioni" in cui si provano a definire le strategie per situazioni eterogenee legate al potenziale rischio Covid.

Discoteche sotto la lente d'ingrandimento

Resta, ad esempio, aperto il dibattito legato alla questione discoteche. Regioni come la Calabria hanno scelto di chiuderle. "Con i colleghi Speranza e Patuanelli - evidenzia Boccia - avevamo fatto un discorso chiaro. Per non andavano aperte, le linee del governo andavano in questa direzione". Una linea tracciata che, però, non venne seguita da tutti i governatori. Lo scorso 16 maggio, infatti, era stata facoltà ai presidenti di decidere se aprire sale da ballo e locali simili una volta verificata la possibilità di rispettare determinate condizioni.

Riguardo, ad esempio, alla scelta della governatrice Jole Santelli di chiusura immediata, Boccia è stato chiaro.

"Ci siamo sentiti - ha rivelato - le ho detto: per me fai bene, in realtà non avresti dovuto neanche aprire".

Coronavirus: i numeri preoccupano

Di certo c'è che ambienti come quelli delle discoteche vengono considerati a rischio, tenuto conto che risulta difficile immaginare che si possa mantenere il distanziamento sociale e rispettare altre norme anti-contagio.

Il fatto che l'età media dei nuovi positivi si sia sensibilmente abbassata acuisce il sospetto che possano essere gli ambienti giovanili e le loro attività sociali a diventare lo strumento attraverso cui il virus continua a circolare. Il rischio è che, di riflesso, possa andare a colpire le categorie più fragili e far ripiombare l'Italia in in incubo che, almeno momentaneamente, è alle spalle.

Ed è questo il motivo per il quale inizia a diffondersi l'idea che sarà necessario un cambio di rotta, alla luce del fatto che alimentare i rischi fino alla fine dell'estate sarebbe un azzardo. Dalle parole di Boccia emerge un'intenzione che potrebbe prefigurare l'azione istituzionale. "Stiamo meglio- ha spiegato l'esponente del governo - degli altri paesi europei, ma il virus circola e dobbiamo tenere alta la guardia". Ma le idee sono chiare rispetto a possibili nuove misure restrittive. "Se - ha puntualizzato il Ministro - i numeri non cambiano sarà inevitabile, la prossima settimana si cercherà di condividere una scelta rigorosa con tutte le regioni".

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