Serrato botta e risposta a Otto e mezzo tra Alessandro Sallusti e Marco Travaglio. I due direttori, rispettivamente de Il Giornale e del Fatto Quotidiano, si confrontano nella trasmissione condotta da Lilli Gruber sulla possibilità che si formi un governo guidato da Mario Draghi dopo le elezioni Regionali del 20 e 21 settembre. Secondo Sallusti in molti starebbero già lavorando a questa opzione. Ma Travaglio non è d’accordo e ironizza affermando che, eventualmente, il partito di Draghi verrebbe costituito a sua insaputa.

Sallusti ospite di Otto e mezzo: ‘Lavorano ad alternativa parlamentare’

Durante la puntata di Otto e mezzo andata in onda lunedì 14 settembre, Lilli Gruber domanda ad Alessandro Sallusti cosa ne pensi delle conseguenze del voto delle elezioni Regionali.

Ci sarà in ogni caso uno “scossone salutare” per il governo Conte, oppure esiste il rischio di una crisi di governo? La replica di Sallusti è secca. Il direttore de Il Giornale punta subito il dito contro il collega Travaglio, il quale a suo dire sostiene che “chi se ne importa se una maggioranza politica governa il Paese e poi nelle principali regioni italiane si contrappone”. Un fatto che non accadrebbe “in nessuna democrazia occidentale”.

Per Sallusti un’alleanza deve essere per forza “politica”, altrimenti si tratta di una alleanza di “convenienza”, come nel caso a suo dire del governo giallorosso. Sallusti condivide con Travaglio l’impressione che “contraccolpi non ci saranno” per Palazzo Chigi.

Ma non perché, come afferma il collega, “è del tutto normale”, semplicemente perché “non c’è l’alternativa”. Secondo il giornalista “stanno lavorando ad una alternativa parlamentare”.

‘Chiamiamolo il partito di Draghi’

“Chi ci sta lavorando a questa alternativa Sallusti?”, domanda una molto interessata conduttrice di Otto e mezzo.

“Chiamiamolo il partito di Draghi, replica il direttore. “Non perché voglio unirmi a chi tira per la giacchetta il governatore”, precisa, ma per partito di Draghi intende un “governo di unità nazionale più o meno sincero”.

Per Sallusti, comunque, si tratta di una “ipotesi molto difficile” perché le lacerazioni tra le forze politiche sono state molto forti.

Il suo timore è che, nonostante la probabile sconfitta del centrosinistra nelle urne, il governo andrà avanti.

La replica di Travaglio a Otto e mezzo

“Secondo te esiste il partito di Draghi?”, domanda allora Gruber a Travaglio. “Esiste il partito di Draghi all’insaputa di Draghi, contro la sua volontà”, risponde il direttore del Fatto spiegando che è vero che tutti fanno il nome dell’ex governatore della Bce, ma in realtà vogliono un “governo di larghe intese che tagli le ali”. Ovvero che si liberi da una parte del M5S e dall’altra di Salvini e Meloni, mettendo insieme pezzi di tutti i partiti.

Si tratterebbe di un “governo di sopravvivenza” e Draghi secondo lui “in una compagnia del genere non ci si metterebbe mai”.

Ma sarebbe stato un “governo di sopravvivenza come gli ultimi due”, lo interrompe Sallusti dando il via ad un serrato botta e risposta durante Otto e mezzo. “Ma mi pare che questo governo sia molto meno litigioso di tanti altri - replica Travaglio - tu li puoi criticare quanto vuoi ma hanno fatto tre manovre finanziarie in due mesi. Non puoi dire che non hanno fatto nulla”. Ma se dovesse alla fine saltare l’alleanza Pd-M5S per “mettere insieme questa truppa raccogliticcia, poi alla fine un presidente del Consiglio lo trovano. Certo non del prestigio di Draghi, ma un disperato come loro. In questo momento l’operazione è quella di liberarsi di Conte e in subordine del M5S”, conclude Travaglio.

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