Andrae Crisanti entra a gamba tesa sulle Regioni dalle colonne di Repubblica.. A generare la disapprovazione del docente dell'Università di Padova è il fatto che le Regioni abbiano chiesto di non fare più tamponi agli asintomatici. Una scelta che potrebbe prefigurare, secondo lo scienziato, grandi difficoltà nel contenimento dell'economia. Dal canto loro gli amministratori regionali manifestano l'impossibilità di proseguire l'opera di tracciamento sulla base di numeri che, ormai, sono difficili da gestire. Per Crisanti questo, però, nasce anche e soprattutto dall'incapacità di predisporre una macchina organizzativa che fosse pronta a contenere ciò che, già dall'estate, lui immaginava potesse accadere.

Solo isolamento per gli asintomatici a rischio Covid?

Il sensibile incremento dei contagi da Coronavirus viene raccontato ogni giorno dal bollettino diffuso dal Ministero della Salute. Benché lo sforzo relativo ai tamponi quotidiani viaggi ormai verso i 200.000 test al giorno, la capacità di tracciamento risulta difficoltosa. Tamponare tutti i contatti degli infetti è uno sforzo quasi impossibile da fare, alla luce del fatto che negli ultimi giorni si è gravitato sempre attorno ai 20.000 nuovi positivi. Si sta facendo strada l'idea che i contatti dei positivi possano essere, se asintomatici, costretti solo all'isolamento.

Da governatori come Luca Zaia, stando a quanto riporta Repubblica, sarebbe arrivata la proposta a sottoporre a test solo eventuali conviventi e sintomatici.

Rispetto alla richiesta delle Regioni al Ministero della Salute, Andrea Crisanti è andato giù duro. "Vogliono - ha detto - scaricare le responsabilità di questo disastro e chiedono al governo di certificare la loro assoluzione. Non ho mai visto un simile concentrato di demagogia e populismo".

Coronavirus, Crisanti parla di possibile catastrofe

L'eventuale esclusione dei potenziali contagiati, perché asintomatici, genera lo sdegno di Crisanti e apre la strada a previsioni apocalittiche. "Escludere - ha detto a Repubblica - gli asintomatici dal tracciamento è una catastrofe annunciata. Sono irresponsabili".

Secondo lo scienziato oggi la vera lotta contro il virus è riuscire a rintracciare chi lo trasmette. A suo avviso oggi ci sarebbero decine di pubblicazioni che confermerebbero la capacità di infettare gli altri da parte di chi non manifesta alcun tipo di sintomo riconducibile alla Covid. "Rimango stupito - ha evidenziato - quando ancora qualcuno ha il coraggio di sostenere che gli asintomatici non contagiano".

Crisanti ha sottolineato, inoltre, come ogni programma di contrasto al virus che ha avuto successo si è sviluppato sul presupposto dell'individuazione degli asintomatici. "La Cina - ha evidenziato il professore - ha fatto 9 milioni di tamponi per prendere gli asintomatici. E oggi parliamo di modello Wuhan".

Crisanti ha, inoltre, ricordato come il contenimento della prima ondata in Veneto abbia avuto proprio come base gli stessi principi menzionati per il paese asiatico. Non a caso Crisanti, da settimane, sottolinea come essere arrivati a questo punto e con una seconda ondata difficile da contenere, sia dipeso dal non aver sfruttato i mesi estivi per un'adeguata preparazione. "Da maggio a settembre- evidenzia - nessuno ha saputo mettere in piedi un piano come quello della Cina".

E sulle regioni che chiedono autorizzazione al governo sul mancato tampone agli asintomatici: "Loro vogliono il sigillo del governo per mascherare ll loro fallimento".

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