Ufficialmente il governo Conte non si è mai pronunciato sull’ipotesi di un nuovo lockdown a Milano e Napoli. Ma a far discutere nelle ultime ore sono le parole pronunciate da Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza per l’emergenza Coronavirus. Ricciardi ha dichiarato di ritenere “necessario” un lockdown per queste due città, dove a suo dire c’è il rischio di contagiarsi anche solo andando al bar o prendendo i mezzi pubblici. Una proposta sulla quale i sindaci Giuseppe Sala e Luigi De Magistris chiedono ora spiegazioni al governo. Chi invece si dice convinto che il lockdown a Milano e Napoli alla fine si farà è il direttore del quotidiano Libero, Pietro Senaldi, che considera questa scelta un “ricatto politico”.

Pietro Senaldi: ‘Faranno il lockdown a Milano e Napoli’

Il conduttore temporaneo de L’aria che tira, David Parenzo, domanda al suo ospite Pietro Senaldi che cosa non gli torni delle scelte fatte dal governo Conte per contrastare la pandemia, citando l’esempio del presidente francese Emmanuel Macron che si starebbe apprestando a dichiarare un lockdown in Francia. Sono “tantissime cose” quelle che non tornano a Senaldi, a cominciare al fatto che lui crede che “faranno il lockdown a Milano e Napoli, così terranno buono il resto del Paese dicendo ‘chiudiamo queste due città e voi smettete di andare in piazza altrimenti chiudiamo anche voi’. Questo sarà il ragionamento del governo”.

Senaldi replica a Parenzo: ‘Lockdown è ricatto politico’

“Se la metti così sembra quasi un ricatto” quello del lockdown a Milano e Napoli, interviene allora Parenzo dallo studio di La7, mentre Myrta Merlino è collegata in video. “Beh, insomma, è un ricatto politico. Ma noi vogliamo dire che questo governo non usa le armi della propaganda?”, replica secco Senaldi, il quale ricorda che poche ore prima il ministro della Salute Speranza è andato a dire “state a casa e non incontrate nessuno”.

Il direttore di Libero fa notare che, a suo parere, adesso “c’è una cosa diversa rispetto a marzo”, quando il numero dei morti da coronavirus, nettamente maggiore di quello odierno, “era concentrato in due o tre zone”.

‘La situazione a Milano non è fuori controllo’

Quindi, prosegue Senaldi, nella primavera scorsa si è vista “un’esplosione violentissima in zone concentrate”.

Adesso, invece, il numero dei morti e delle terapie intensive in tutta Italia è “estremamente inferiore”. Numeri che a suo dire stanno a significare che il “contenimento sta riuscendo, entro determinate logiche”. Insomma, afferma Senaldi, mentre nella primavera scorsa “la situazione era fuori controllo a Bergamo e a Brescia”, ora secondo lui non lo è a Milano. E dunque un nuovo lockdown non sarebbe giustificato. “I dati dicono cose diverse”, lo corregge Parenzo. “I dati dicono che in una città di un milione e mezzo di persone ci sono 2.000 contagiati al giorno, dei quali quanti vengono ricoverati?”, conclude allora polemicamente il suo ospite.

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