Guido Crosetto è intervenuto nel corso della trasmissione di La7 L'aria che tira. Si è parlato del quadro socio-economico piuttosto allarmante che si sta vivendo nell'ambito dell'emergenza coronavirus e che rischia di diventare drammatico nel momento in cui ci sarà da fare i conti con gli strascichi. Di certo c'è che maggioranza ed opposizione condividono la necessità di supportare tutte quelle categorie penalizzate dalle restrizioni, ma molto spesso hanno idee di diverse sul metodo e l'eventuale efficacia. Guido Crosetto, coordinatore nazionale di Forza Italia, ha dato l'idea di esprimere viva preoccupazione rispetto all'idea che lo Stato non potrà sostenere a pieno tutte quelle realtà che pagheranno dazio situazioni e misure senza precedenti.

L'aria che tira, l'allarme di Crosetto sull'impossibilità di fronteggiare a dovere la crisi Covid

Il governo presieduto da Giuseppe Conte, al momento, ha messo in campo tante misure di ristoro. Dalla cassa integrazione per tutte quelle realtà per i quali i dipendenti non ne avrebbero avuto diritto in tempi normali, passando per i contributi a fondo perduto alle aziende. Per qualcuno non è stato abbastanza. Tuttavia, dalle parole di Guido Crosetto emerge un quadro che è oltremodo preoccupante. "Non si è capito - ha spiegato - quanto questa crisi fosse pesante per una parte del Paese. Conosco perfettamente il bilancio pubblico e so che le risorse a disposizione non possono coprire tutto".

"Se uno conosce - ha proseguito - un'attività privata sa che le risorse sono state destinate da questi provvedimenti, non coprono le spese fisse".

Coronavirus: per Crosetto pericolosi gli effetti se le previsioni sul Pil fossero confermate

Crosetto, tra l'altro, si sforza di offrire una chiave di lettura più elementare di quelle che sono le analisi economiche del momento.

"Noi abbiamo detto - specifica - che stiamo perdendo il 10-11% di Prodotto Interno Lordo. C'è una parte del Paese che ha perso 0".

A quel punto spiega in maniera ancora più spicciola il discorso delle medie. "Mangiamo - esemplifica - un pollo a testa, ma qualcuno ne mangia due e qualcuno zero. Questo 10% di ricchezza si è bruciato per qualcuno è il 20-30-40-50-60%.

Parliamo di persone fisiche, aziende e famiglie collegate. Questo tema e lo dico, perché lo dico da mesi, è drammatico per le conseguenze alle quali rischia di portare. Economiche e sociali".

Secondo Crosetto il peggio deve ancora arrivare. "Il punto più brutto - rivela - non sarà adesso. A giugno del prossimo anno e novembre le aziende dovranno pagare le imposte del 2020 su un fatturato che magari non è diventato incasso".

"Stiamo andando - incalza - verso un baratro di cui non c'è la percezione a livello economico ed anche in molte persone. Non siamo ancora arrivati a vederlo drammaticamente, ci arriveremo nei prossimi mesi".

Poi, citando la lettura su un giornale inglese, aggiunge: "La previsione è che il prodotto interno lordo del 2019 noi lo raggiungeremo dopo il 2030 e qualcuno dice dopo il 2035.

Se così fosse non voglio neanche dire quali saranno le conseguenze".

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