Il nuovo Decreto allo studio del governo sarà dedicato principalmente alle misure da introdurre per consentire agli italiani di trascorrere un Natale 2020 con un allentamento delle restrizioni attualmente in vigore, ma evitando il rischio che questo si trasformi in un “liberi tutti” che vanificherebbe i sacrifici fatti finora per contenere la curva del contagio. La conferma, dopo le anticipazioni del premier Giuseppe Conte, è venuta direttamente dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che nel corso della trasmissione “Di Martedì”, in onda su La7, ha fatto sapere che le nuove misure riguarderanno anche gli spostamenti tra le Regioni e le regole per i ricongiungimenti familiari, inclusi i cenoni.

Decreto Natale, le ipotesi sui ricongiungimenti familiari

I contorni del nuovo Dpcm dedicato alle prossime festività natalizie dovrebbero cominciare a delinearsi oggi, 25 novembre, nel corso dell’incontro programmato tra il ministro Speranza e gli altri ministri e capidelegazione, con all’ordine del giorno proprio le questioni più controverse legate ai divieti e alle misure da imporre per Natale e Capodanno. Misure che potrebbero entrare in vigore già a partire dal prossimo 4 dicembre e fino al 2 gennaio, anche se non è esclusa l’ipotesi di fissare una validità di due settimane, per poi, eventualmente, emanare un altro decreto il 20 dicembre, a ridosso delle festività, per meglio calibrare le misure in funzione dell’andamento dei contagi.

Le prime indicazioni sui provvedimenti allo studio riguardano i ricongiungimenti familiari, sui quali Speranza ha ribadito che “Bisognerà limitarsi agli affetti più stretti”.

Sulla base di questa linea, è ragionevole, quindi, attendersi la conferma del divieto di spostamento tra le Regioni, anche nel caso in cui dovessero esserci dai passaggi da zone rosse ad arancioni e da arancioni a gialle. Dovrebbe così essere consentito il ricongiungimento familiare per celebrare le festività di fine anno anche a chi non è residente o domiciliato in quell’abitazione, ma solo tra parenti stretti: genitori e figli, coniugi e partner conviventi.

Nel nuovo Dpcm le regole per seconde case, gite e cenoni

Posti a tavola limitati per il cenone, quindi, rinunciando a riunioni familiari comprendenti zii e cugini. Il nuovo Dpcm dovrebbe infatti stabilire anche un numero massimo di persone, che potrebbe essere di sei unità, come ipotizzato da Conte, o più, seguendo l’esempio della Germania che ha fissato a 10 il numero massimo di persone che potranno partecipare al cenone.

“I numeri li stabiliremo nei prossimi giorni”, ha precisato il ministro Speranza, “anche sulla base l'evoluzione epidemiologica delle prossime settimane”.

Quello che è certo, è che il messaggio che si vorrà ribadire con il prossimo decreto è quello di ridurre tutte le occasioni non necessarie in cui il contagio si può diffondere, a partire dagli impianti sciistici che, secondo gli orientamenti emersi da più voci governative, dovrebbero rimanere chiusi.

A rimanere aperta, invece, è la questione riguardante la possibilità di raggiungere le seconde case, per la quale si attenderà, probabilmente, di verificare la situazione dei contagi a ridosso 3 dicembre, data di scadenza dell’ultimo Dpcm. Stesso discorso per quanto riguarda la possibilità di soggiornare nelle località di montagna e di mare, come chiesto dagli albergatori, introducendo, anche in questo caso, alcune deroghe alla mobilità tra le Regioni.

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