C'è un nuovo Dpcm e la zona rossa sotto l'albero per gli italiani. Non il regalo che avrebbero voluto, ma la necessità dettata dalle contingenze. C'è paura di una terza ondata ed anche di una recrudescenza della terza. Nemmeno la sacralità del Natale può essere avulsa da valutazioni che lo considerano un potenziale periodo a rischio, per via delle occasioni di convivialità. Quello che viene fuori è che, nel giro di poche ore, l'Italia dovrebbe essere messa a conoscenza di nuovi provvedimenti restrittivi. Le regole che dovrebbero essere contenute in un nuovo Dpcm si integreranno a quelle già in vigore e di fatto genereranno un vero e proprio "dedalo" di disposizioni da seguire a seconda dei giorni ed a partire dal prossimo weekend.

Dpcm: Natale 2020 si ricorderà per sempre

A essere condizionato dalle norme che dovrebbero arrivare, c'è tutto il periodo delle festività e non solo i giorni di Vigilia e del 25 Natale. La necessità di mettere in campo misure che non siano troppo penalizzanti per la situazione economica del Paese porterà ad una vera e propria roadmap che porterà l'Italia fuori dalle feste.

Non resta che andare a vedere nel dettaglio ciò che accadrà nei prossimi giorni:

-Weekend 19-20 dicembre: vale il Dpcm in vigore dal 4 dicembre. Sarà dunque l'ultimo fine settimane in cui ci si potrà spostare tra regioni gialle. Restano aperti bar e ristoranti (non nelle zone arancioni) fino alle 18 e i negozi potranno proseguire la loro attività fino alle 21. Resta, ovviamente, il coprifucoo dalle 22.

- Dal 21 al 23 dicembre: per effetto delle regole del Dpcm attualmente in vigore diventa vietata la mobilità interregionale, se non per comprovate esigenze di lavoro, necessità e salute. Sarà comunque possibile rientrare nella propria residenza o domicilio, così come recarsi in seconde case ove queste siano all'interno dei confini regionali.

-dal 24 al 27 dicembre: Vigilia, Natale, Santo Stefano e la domenica seguente saranno da "zona rossa".

Stop, dunque, a bar, ristoranti, negozi. Stop anche a negozi che vendono articoli non ritenuti essenziali, sebbene nei festivi (Con l'esclusione del 24) avrebbero chiuso comunque. La grande novità è che su tutto il territorio nazionale non si potrà uscire di casa senza un motivo valido. Non si potrà, ad esempio, uscire per andare a cena dai parenti.

La possibile deroga potrebbe riguardare l'eventuale spostamento di due persone che siano congiunti (partner, figli, genitori), non appartenenti al nucleo familiare a cui si immagina di dare la possibilità ricongiungersi. . Resta l'opportunità di muoversi per assistere parenti non autosufficienti. Si potrà fare attività motoria, ma da soli.

- dal 28 al 30 dicembre: si potrebbe tornare alla restrizioni in base alla zona d'appartenenza. Bar e ristoranti aperti dove possibile e libertà di circolazione entro i confini regionali. Il braccio di ferro, tuttavia, potrebbe portare alla definizione di una zona arancione a tutto il Paese, in maniera tale da chiudere le attività di ristorazioni, ritenute luoghi come per occasioni di convivialità e da porre lo stop ai movimenti intercomunali.

- dal 31 dicembre al 3 gennaio: ritorno della zona rossa con le medesime regole dei giorni di Natale. Chi viene fermato a circolare in strada senza motivi plausibili rischia multe da 400 euro in su.

- dal 4 al 6 gennaio: le disposizioni dovrebbero tornare ad essere quelle previste nei giorni intercorsi tra il weekend di Natale e quello di Capodanno. Si tornerebbe, di fatto, ad aprire quasi tutto, con l'obbligo di rispettare tutte le norme anti-contagio e il divieto di uscire dalla regione che finirebbe proprio il giorno dell'Epifania.

Zona rossa a Natale? C'è anche l'ipotesi di andare oltre

Le linee guida descritte evidenziano una scelta di strategia rigorista, ma potrebbero essere ulteriormente inasprite da altre sfumature variabili. Dalla già citata possibile zona arancione nei giorni di interruzione della zona rossa, al mantenimento di quest'ultima per tutto il periodo che va dal 24 dicembre al 6 gennaio.

Sul tavolo c'è anche l'ipotesi di un coprifuoco anticipato. Ogni scelta è finalizzata ad ostacolare possibili grandi cene tra parenti che non possono essere vietate per ragioni costituzionali, ma che costituiscono un potenziale luogo di esplosione del contagio.

Da valutare anche il tema deroghe, per il quale i dubbi saranno fugati solo nel momento in cui si avrà in mano il testo ufficiale.

Nuovo Dpcm: quando parlerà Conte? La domanda serpeggia

Con buona probabilità ad annunciare le nuove norme sarà come di consueto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Il premier potrebbe parlare al massimo entro il weekend, tenuto conto che è stato sempre lui a spiegare agli italiani la necessità di mettere in campo sacrifici per evitare il peggio. Si attendono sviluppi nelle prossime ore.

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