Nella giornata di ieri, lunedì 18 gennaio, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è intervenuto alla Camera dei Deputati dove ha incassato la fiducia: 321 i voti favorevoli, 259 quelli contrari e 27 gli astenuti. Il dibattito conseguente alle comunicazioni del Premier è stato, in alcune fasi, colmo di tensione. In particolare, una bagarre si è scatenata durante l'intervento del deputato Ettore Rosato, esponente di Italia Viva.

La frase ha scatenato le proteste dei pentastellati

La frase è arrivata quando il deputato renziano era intento a parlare del Mes. Rosato, rivolgendosi al premier Conte, lo ha accusato di aver parlato più volte del Mes come un "problema divisivo" e che per questo motivo lo ha "accantonato".

Ciò, nella versione dell'esponente di Italia Viva, è avvenuto nell'arco dell'ultimo anno e mezzo.

Da qui, poi, il deputato ha iniziato a parlare dei colleghi pentastellati. Inizialmente ha affermato che, tra essi, ve ne sono alcuni verso i quali prova un sentimento di stima, maturato nel corso degli otto anni di lavoro in Aula. Successivamente, riferendosi a quei deputati che stima, Rosato ha affermato: "Penso che siano persone che hanno la capacità di discernere le cose, le capiscono come le capiamo noi". La frase, che ha scatenato le risate di alcuni (probabilmente tra i banchi dell'opposizione), ha però fatto andare su tutte le furie i colleghi dei 5 Stelle, che hanno risposto con urla di proteste.

Il presidente Roberto Fico è stato costretto a intervenire

A questo punto, Rosato non è più riuscito a proseguire nel suo intervento. Per questo, il presidente della Camera Roberto Fico è stato costretto a intervenire, richiamando i colleghi esortandoli a proseguire con ordine i lavori. Rosato, nel frattempo, si è prontamente scusato con i colleghi, affermando che non era sua intenzione essere offensivo e, infine, ha invitato tutti a non prendersela.

Il dibattito, poi, è proseguito fino alle votazioni, che hanno visto il Premier Conte ottenere un numero di voti favorevoli superiore a quelli attesi. In particolare, i voti a favore arrivati in più sono stati tra i cinque e i sette. Tra questi, vi è anche quello di Renata Polverini, ex presidente della regione Lazio ed eletta in Parlamento con Forza Italia.

Essa, critica verso una crisi di governo avviatasi proprio in questo determinato periodo storico, ha deciso di votare in dissenso al suo partito. Per questo, pur "con dispiacere", ha reso noto l'abbandono del gruppo di Silvio Berlusconi.

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