Romano Prodi è stato due volte presidente del Consiglio dei Ministri in Italia, nonché presidente della Commissione dell'Unione Europea. Chiamato a parlare mentre la posizione di Giuseppe Conte è ancora in bilico, non ha dubbi sul fatto che la prosecuzione con l'attuale premier sia la strada da seguire per l'Italia. Anche se questo fosse vincolato all'ipotesi che a reggere la maggioranza possano essere pochi parlamentari e che sono già stati ribattezzati "responsabili" o "costruttori".

"L'alternativa anti-Europa - ha precisato metterebbe l'Italia ko, L'Italia ha una necessità assoluta di dialogare in modo credibile con i nostri interlocutori europei".

Next Generaton Eu, Prodi spiega l'importanza di essere credibili a livello europeo

Un pensiero espresso in una lunga intervista all'Avvenire in cui il professore ha ammesso come gli sviluppi politici italiani siano guardati con poca positività da parte di chi si muove in ambito europeo. Questa brutta visione che l'Italia starebbe offrendo, secondo Prodi sarebbe determinata dal fatto che questo è il momento in cui si è nello sviluppo del così detto "Next generation Eu". "Un progetto - ha evidenziato l'ex premier - per dare stabilità".

"Se viene - ha precisato - accolto con una crisi quale vuole che sia il giudizio del mondo" ha detto all'intervistatore. "Che possono dire - ha incalzato - Germania e Francia? Ho visto i titoli della grande stampa estera e mi hanno colpito".

Non è un mistero che la fase storica che si vive viene considerata cruciale sotto il profilo sociale ed economica. Chi, a suo modo, è stato protagonista di altri periodi epocali come Romano Prodi può avere l'esperienza per delineare quello che potrà essere il futuro. "Abbiamo - ha precisato - l'occasione per aggiustare almeno un po' le insopportabili disuguaglianze.

Il Covid le ha ampliate, a chi governa toccherà il compito di mettere le cose a posto pensando che chi ha di più deve contribuire".

Covid e futuro, Prodi parla di disuguaglianze e risponde sulla patrimoniale

Il concetto espresso da Romano Prodi assomiglia molto ad una perifrasi che gira attorno ad un tema che, soprattutto nel dibattito politico, si è rivelato una sorta di terreno minato.

Messo davanti all'interrogativo se il suo fosse o meno un riferimento chiaro ad una tassa patrimoniale ha dichiarato : "Purtroppo viviamo in un Paese in cui da qualche anno qualsiasi proposta che porti a una meno iniqua distribuzione dei redditi, si tratti di fisco o di patrimoniale, viene accusata di comunismo".

Prodi incalzato sull'esprimere chi porti avanti la cosa non ha avuto remore nel fare il nome di un altro protagonista della scena Politica, quel Silvio Berlusconi che è stato anche suo sfidante come leader del centrodestra in passate elezioni politiche.

E chiamato a rispondere se fosse pronto a pagare, ammette: "Io pagherei, certamente".

Prodi ha, inoltre, sottolineato come ad oggi nel mondo si debba fare i conti "con divisioni e differenze impressionanti" in relazioni alle disuguaglianze che ormai vengono individuate non solo tra una realtà nazionale e l'altra, ma anche all'interno dei confini di un singolo paese.

Pensiero a cui ha aggiunto l'idea che solo l'eventuale azione su Sanità ed Istruzione potrà rappresentare uno strumento efficace per per venire ad una diminuzione delle distanze tra le classi più agiate e quelle meno abbienti.

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