Nuovo Dpcm: un tema che resta attuale. La comunicazione al Senato del ministro della Salute Roberto Speranza ha, di fatto, spiegato quella che sarà la linea del governo presieduto da Mario Draghi. "Non possiamo assolutamente abbassare la guardia. Non ci sono oggi le condizioni epidemiologiche per allentare le misure di contrasto alla pandemia", ha detto il ministro della Salute. Le parole dell'esponente dell'esecutivo offrono la possibilità di iniziare ad ipotizzare con una maggiore attendibilità quelli che potrebbero essere gli scenari.

Dpcm, discorso di Speranza sembra allontanare il lockdown

C'è un altro punto cruciale nella comunicazione di Speranza: "Differenziare le misure sul piano regionale, legando le scelte a parametri scientifici, ci consente di agire in modo proporzionale alla effettiva situazione di contagio di ciascun territorio e ci ha permesso finora di non ricorrere ad altri lockdown generalizzati oltre a quello del marzo scorso".

Da queste parole parrebbe emergere l'orientamento contrario ad una serrata totale nazionale. Sembrerebbe quindi trovare riscontro l'ipotesi di una prosecuzione di una divisione territoriale del territorio in base al quadro epidemiologico di ciascuna regione, andando ad ipotizzare misure più severe per quelle aree che palesassero criticità più rilevanti.

Nuovo Dpcm, in vigore dal 6 marzo al 6 aprile

L'altra certezza, invece, arriva dalle date. Il nuovo Dpcm sarà in vigore fino a dopo il giorno di Pasquetta. Una scadenza non casuale se si considera che durante le festività natalizie si misero nel mirino i giorni non lavorativi perché possibile occasione di assembramenti e ritrovi.

Circostanze che, complice la situazione emergenziale, vanno evitate. "La bussola, per me, nella scrittura del prossimo Dpcm, che sarà in vigore dal 6 marzo al 6 aprile, deve essere sempre il principio di tutela e salvaguardia del diritto fondamentale alla salute, come sancito dalla nostra Costituzione, all'articolo 32".

Dpcm, le varianti coronavirus hanno un ruolo

Complice la potenziale azione delle varianti si percepisce nell'aria la volontà di non allentare le restrizioni. L'Italia continuerà ad essere divisa in fasce, almeno laddove non si concretizzino situazioni straordinarie determinate dall'azione delle temute mutazioni del virus. Per quelle specifiche zone, salvo sorprese, si sceglierà il lockdown circoscritto.

Dpcm, gli spostamenti sono già limitati attraverso i colori

Per effetto dell'ordinanza dei giorni scorsi è già vietato spostarsi tra regioni anche in zona gialla, dove la mobilità è libera entro i confini regionali. In arancione non si può uscire dal comune in cui si vive, a meno che non si risieda in un paese con meno di 5000 abitanti.

In quel caso è consentita la mobilità entro i 30 chilometri, senza potersi recare però nel capoluogo di provincia. In rosso non si può uscire di casa senza comprovati motivi di lavoro, salute o necessità. Motivazioni, quest'ultime, che sono valide anche per superare le limitazioni delle altre zone citate.

Dpcm, riaperture palestre e piscine lontane

Volendo, però, porre il focus sulle attività che si confidava potessero aprire in giallo, oggi gli scenari cominciano ad essere meno positivi verso le aperture. Palestre e piscine, ad esempio, secondo gli esperti potrebbero riaprire solo nel momento in cui si arriverà a dati da zona bianca, dove le aperture in realtà sono consentite per definizione.

Quindi 50 casi settimanali ogni 100.000 abitanti, numeri lontani anche sulla base delle ultime sfavorevoli situazioni epidemiologiche.

Dpcm, riaperture bar e ristoranti la sera: ipotesi difficile

Discorso diverso, invece, per bar e ristoranti in zona gialla. C'è una parte Politica che spinge affinché possano ampliare il loro orario di servizio in loco anche per la cena. Le parole del ministro Speranza spengono però gli entusiasmi. La linea aperturista non è solo in Parlamento (Salvini è stato chiaro in tal senso), anche tanti amministratori locali ritengono sia meno pericoloso aprire tutto il giorno - almeno fino al coprifuoco - che mantenere gli orari limitati. Resta da capire cosa verrà fuori dal confronto tra le varie parti.

Nei discorsi ci sono anche cinema e teatri. Pochi giorni ancora e il quadro sarà chiaro.

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