Lucia Fortini è candidata alle Elezioni Regionali In Campania del 23-24 novembre come capolista per le circoscrizioni di Napoli e Avellino della lista «A Testa Alta», che appoggia il candidato presidente Roberto Fico. L'assessora uscente alla Scuola, alle Politiche Sociali e Giovanili della Regione Campania ha sottolineato che l'idea non è di voltare pagina, ma di proseguire con forza il lavoro avviato. Nel corso dell'intervista a Blasting News, Fortini ha parlato di vari temi legati a trasporti, borse di studio e rafforzamento delle politiche giovanili.
Le dichiarazioni dell'Assessora alla Scuola, alle Politiche Sociali e Giovanili
Salve dottoressa Fortini, cosa rivendica in particolare del lavoro decennale alla Regione Campania?
"Con orgoglio rivendico ogni passo concreto che abbiamo fatto per dare alla scuola della Campania dignità, opportunità, visione. In questi anni ho sempre ritenuto che la scuola non fosse solo un luogo di trasmissione di nozioni , ma un presidio di cittadinanza, di libertà, di speranza – come ho detto in più occasioni. Ad esempio, il programma Scuola Viva che ha aperto gli anche istituti al pomeriggio nei contesti più difficili, ha significato ridare spazio ai ragazzi, alle comunità, al territorio. Ho voluto che le infrastrutture scolastiche potessero essere sicure, moderne, adeguate alle sfide dell'oggi e del domani, e che nessun ragazzo si sentisse escluso a causa delle condizioni, economiche o sociali.
È questo il cuore del mio orgoglio: aver costruito una comunità educativa che riconosce e si riconosce in questi progetti".
Quali obiettivi si è prefissata per il futuro?
"Per il futuro mi propongo tre direttrici fondamentali. Continuare a fare ciò che già abbiamo fatto: consolidare e ampliare il diritto allo studio, affinché le barriere – economiche, territoriali, sociali – siano abbattute. Potenziare le politiche giovanili, perché i nostri giovani non siano costretti ad andarsene, ma possano restare, crescere e affermarsi qui in Campania. Rafforzare i trasporti, l'edilizia, i servizi scolastici, in stretto collegamento con il mondo del lavoro e della formazione, affinché la scuola prepari al futuro e non resti isolata.
Bisogna continuare a puntare nel Welfare e nelle politiche sociali. In sintesi: non basta aver fatto, bisogna continuare a fare. E lo faccio con la consapevolezza che la Regione ha ancora criticità da superare, ma anche con la certezza che il volto della Campania è già cambiato in questi anni".
Ci sono sempre maggiori difficoltà per studenti e studenti universitari nel trovare un affitto a causa della creazione di B&B. Come pensa che si possa normare questo fenomeno?
"È un tema che tocca non solo l'università ma la tenuta sociale dei territori . Quando gli affitti diventano inaccessibili e gli alloggi si trasformano in locazioni brevi, c'è il rischio che la residenzialità studentesca si riduca e che le giovani generazioni siano costrette a cercare altrove le loro opportunità.
Una risposta possibile – e necessaria – è che la Regione affianchi gli atenei ei comuni per promuovere accordi sul patrimonio immobiliare, incentivare alloggi destinati agli studenti, regolamentare le strutture ricettive in funzione delle esigenze di residenza stabile dei giovani. Inoltre, è fondamentale che le borse di studio ei sostegni economici tengano conto anche del costo della residenza: non può bastare “solo” la retta universitaria quando il contesto logistico pesa tanto".
Lei si è sempre occupata delle borse di studio agli studenti in preda agli affitti e al continuo aumento. Pensa che non debbano esserci ulteriori misure di sostegno?
"Assolutamente sì. Le borse di studio sono – e devono restare – uno strumento chiave per garantire il diritto allo studio, ma da sole non bastano.
Occorre un ragionamento integrato : rendimento, merito, ma anche condizioni socio-economiche, contesto territoriale, disabilità o fragilità. Propongo che vengano maggiormente differenziati i criteri: ad esempio prevedere un contributo maggiore per chi viene da territori interni o montani, per chi ha difficoltà di mobilità o abitativa. Continuare a garantire il trasporto gratuito (che abbiamo già attivato) e ampliarlo quando servire. Che la borsa non sia solo una cifra, ma l'insieme di opportunità che permette allo studente di concentrarsi sullo studio, non sulla sopravvivenza".
Come motiva la sua scelta di candidarsi nella lista “A Testa Alta”, con Roberto Fico Presidente?
"La scelta è nata dal riconoscimento di un percorso condiviso e dalla convinzione che non si debba voltare pagina semplicemente per cambiare nome, ma proseguire la crescita intrapresa.
In questi anni ho lavorato al fianco del presidente Vincenzo De Luca, rifacendomi a una visione che mette la scuola, i giovani e la comunità al centro. Ora rivendico tutto il lavoro svolto, ma non mi accontento. Voglio che quel “testa alta” sia anche simbolo di orgoglio territoriale, di speranza concreta per le nuove generazioni. Mi candido perché credo che il mio impegno da assessora sia stato pieno. E non dobbiamo fermarci".
Come ritiene che debba risolversi il problema relativo alle province soprattutto in termini di trasporti?
"Il tema dei trasporti provinciali è decisivo per garantire la piena partecipazione dei giovani e degli studenti alla vita della scuola e dell'università. Nelle provincia ci sono ancora difficoltà.
Bisogna rafforzare e armonizzare il sistema: potenziare il servizio pubblico locale, garantire che lo studente possa raggiungere la scuola o l'università senza perdere ore, senza costi assurdi. Occorre una programmazione che tenga conto del territorio, della mobilità sostenibile, dei fondi PNRR e regionali. Da parte mia fungerò da “ponte” tra la scuola, i territori provinciali e la Regione : perché solo con un servizio di trasporto efficiente si rende reale il diritto allo studio".
Infine: verranno attuate maggiori politiche giovanili affinché Napoli possa essere ritenuta una città in cui restare?
"Sì. Credo che Napoli – e più in generale la Campania – abbia tutto per essere città e regioni in cui i giovani scelgono di restare, non solo per mancanza di alternativa ma per credenze.
Le politiche giovanili devono intervenire su vari fronti: cultura, creatività, sport, formazione, lavoro. Voglio promuovere progetti dove i giovani siano protagonisti: laboratori d'arte, start-up culturali, spazi rigenerati, network tra università e imprese. Voglio che il giovane che entra in una scuola campana o in un'università campana trovi qui un futuro possibile".