Vincenzo De Luca è stato eletto sindaco di Salerno per la quinta volta, un traguardo raggiunto a trentatré anni dalla sua prima elezione nel 1993. L’esponente, noto come "lo sceriffo", ha conquistato questa "cinquina" senza presentare simboli di partito e, soprattutto, senza il sostegno del cosiddetto campo largo, dato che il Movimento Cinque Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra hanno appoggiato un altro candidato.

De Luca, che ha recentemente compiuto 77 anni, ha condotto una campagna elettorale distintiva, scegliendo di stare "tra la gente" e insistendo su temi quali legge, ordine e progetti di sviluppo.

L’affluenza alle urne, attestatasi al 63 per cento, si è mantenuta in linea con le precedenti consultazioni comunali, plebiscitando il candidato. La sua affermazione è stata descritta come quella di un politico che "più lontano da suo partito – nonostante il figlio ne sia il segretario regionale – non potrebbe essere".

Il percorso politico e l'ascesa

La carriera politica di De Luca ha radici profonde: giovane segretario del PCI a Salerno, si è laureato in storia e filosofia, insegnando per alcuni anni. Fin dagli esordi, si è distinto per le sue doti politiche e la capacità di intercettare gli umori dell’elettorato. Il suo stile, spesso caratterizzato da modi diretti e un’ironia tagliente, lo ha reso riconoscibile.

Dopo la sua prima elezione a sindaco di Salerno, ha guadagnato visibilità nazionale per posizioni in controtendenza rispetto al mainstream della sinistra, in particolare su immigrazione e sicurezza.

Nei primi anni Duemila, De Luca ha sostenuto la trasformazione del PDS nei Democratici di Sinistra e nel 2001 è stato eletto alla Camera dei Deputati. Nel 2006 è tornato a ricoprire la carica di sindaco di Salerno, mantenendo un alto indice di gradimento. Dopo una sconfitta nel 2010 come candidato governatore della Campania, ha ritentato con successo nel 2015, inaugurando un decennio alla guida della Regione.

Rapporti complessi con il Partito Democratico

I rapporti di De Luca con il Partito Democratico hanno attraversato fasi complesse.

Nel 2023, ha appoggiato la mozione Bonaccini alle primarie. Successivamente, le tensioni con la segretaria Elly Schlein si sono acuite, soprattutto in seguito all’approvazione di una legge regionale che mirava a consentirgli una terza candidatura a governatore, iniziativa poi bloccata dal ricorso del Governo. Nonostante le frizioni, è stata infine raggiunta un’intesa: De Luca ha sostenuto la candidatura di Roberto Fico alla presidenza della Regione Campania, mentre il figlio Piero è stato eletto segretario regionale del Partito Democratico.

La sua recente vittoria alle elezioni comunali di Salerno si configura come un caso singolare nel panorama politico italiano, evidenziando sia la sua notevole longevità sia la capacità di ottenere un vasto consenso popolare, anche in assenza di simboli di partito e del sostegno delle principali alleanze del centrosinistra.