La Camera dei Deputati ha dato il via libera allo stralcio di quattro norme dal decreto prezzi petroliferi, attualmente in discussione. La relatrice del provvedimento e il Governo hanno espresso parere favorevole a emendamenti presentati dalla commissione, che prevedono la soppressione di disposizioni già approvate in precedenza dal Senato. Questo passaggio è cruciale nell'iter legislativo del decreto.

Le norme eliminate riguardano specificamente il teleselling, inteso come telemarketing finalizzato alla vendita di prodotti telefonicamente, la mitigazione del prezzo di materie prime quali zolfo e acido solforico, e la tutela delle minoranze linguistiche.

Questi interventi sono stati considerati "esorbitanti" rispetto al tema centrale del decreto, focalizzato sui prezzi dei prodotti petroliferi e sulle relative accise.

Intesa tra Governo e Quirinale per l'omogeneità

La decisione di sopprimere tali norme deriva da un'intesa raggiunta tra il Governo e il Quirinale. L'obiettivo è eliminare dal decreto le disposizioni non omogenee rispetto al provvedimento principale, garantendo una maggiore coerenza al testo legislativo. Dopo l'approvazione alla Camera, il testo dovrà tornare al Senato per l'esame finale e il via libera definitivo, completando così il suo percorso parlamentare.

Il percorso del Decreto Accise: tempi e contenuti

Il decreto-legge 30 aprile 2026, n.

63, concernente i prezzi petroliferi, ha già superato l'esame del Senato ed è ora all'attenzione della Camera per la conversione in legge, che deve avvenire entro il 29 giugno 2026. Il provvedimento, identificato come disegno di legge S. 1891, è stato posto in discussione in Aula a Montecitorio dal 16 giugno, con sessioni che si sono protratte anche il 17 e il 18 giugno. Il suo contenuto non si limita alla sola regolamentazione dei carburanti.

L'impianto normativo consegnato alla Camera, infatti, allarga significativamente il perimetro originario del decreto. Oltre alle aliquote sui carburanti, include proroghe dei crediti d'imposta per le imprese, lo stanziamento di 100 milioni di euro destinati a Acciaierie d'Italia in amministrazione straordinaria, e un finanziamento annuo di 80 milioni di euro per il rinnovo contrattuale nel settore del trasporto pubblico locale (TPL). Sono previste anche specifiche misure fiscali con scadenze proprie, delineando un quadro normativo articolato e di ampio impatto.