Il Consiglio Comunale di Macerata non ha potuto svolgersi nel pomeriggio del 29 luglio 2026, come previsto. La seduta è stata annullata a causa della mancanza del numero legale, un impedimento che ha reso impossibile l'avvio dei lavori consiliari. Per la maggioranza di centrodestra, erano presenti in aula solamente un’assessora e un consigliere, mentre la quasi totalità degli altri membri risultava assente, determinando così l'impossibilità di procedere.

Rinvio della seduta e motivazioni

A seguito di questa situazione, la seduta è stata di conseguenza rimandata a venerdì prossimo.

Per la nuova convocazione, il requisito per il raggiungimento del numero legale sarà meno stringente, richiedendo la presenza di soli undici consiglieri. Le indiscrezioni raccolte suggeriscono che l'ampia assenza dei membri della maggioranza non sia riconducibile a specifiche motivazioni politiche o a eventuali dissidi interni. Si ritiene piuttosto che molti consiglieri e componenti della Giunta comunale siano attualmente in periodo di vacanza, una circostanza che avrebbe giustificato la loro mancata partecipazione alla sessione odierna.

Le reazioni e le delibere urgenti

Il capogruppo del Partito Democratico, Narciso Ricotta, ha espresso un forte disappunto per l'accaduto. Ricotta ha evidenziato l'importanza cruciale delle delibere che avrebbero dovuto essere messe ai voti nella seduta annullata.

Si trattava, infatti, di provvedimenti adottati d’urgenza, tra cui figuravano significative variazioni di bilancio, considerate vitali per l'amministrazione cittadina. L'esponente Dem ha definito l'atteggiamento della maggioranza come “davvero irrispettoso”, sottolineando la gravità della mancata discussione e approvazione di temi così rilevanti per la comunità di Macerata.

Precedenti problematiche in Consiglio

Questo episodio di assenza del numero legale non rappresenta un caso isolato per il Consiglio comunale di Macerata. Una situazione simile si era già verificata il 29 giugno 2026. In quella circostanza, la maggioranza, composta da Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, non era riuscita a eleggere il presidente del Consiglio.

Il candidato proposto, Francesco Luciani, non aveva raggiunto la quota minima di diciassette voti necessaria per la sua elezione. Nelle quattro votazioni effettuate, Luciani si era fermato tra i quindici e i sedici voti. La mancata elezione era stata causata dall'astensione di alcuni consiglieri e dall'assenza di altri, fattori che avevano impedito il raggiungimento del quorum e portato alla sospensione dei lavori consiliari. Questo precedente evidenzia una certa fragilità nella compattezza della maggioranza all'interno dell'assise comunale.