Ernesto Maria Ruffini, fondatore del movimento politico Più Uno, ha espresso la sua estraneità riguardo a un possibile coordinamento delle forze di centro. La dichiarazione è giunta a margine di un evento tenutosi nella capitale, Roma, dove Ruffini ha risposto alle domande dei giornalisti sullo stato dell’arte di un’iniziativa di coordinamento precedentemente annunciata. Tale progetto era stato promosso da Alessandro Onorato, coordinatore di Progetto Civico, il quale aveva ipotizzato il coinvolgimento di diverse realtà politiche, tra cui proprio Più Uno e il Partito Socialista Italiano (Psi), guidato dal segretario Enzo Maraio.

La posizione di Ruffini e il dibattito politico

Interrogato specificamente in merito al coordinamento, Ruffini ha categoricamente affermato: “Non ne sono a conoscenza”. Questa presa di posizione si inserisce in un più ampio dibattito politico che vede alcune forze centriste del panorama italiano impegnate nel tentativo di trovare una sintesi comune. L’obiettivo sarebbe quello di presentarsi in maniera unita alle prossime consultazioni elettorali. L’iniziativa di coordinamento, come anticipato da Onorato, mirava a coinvolgere una pluralità di realtà civiche e riformiste, includendo esplicitamente i comitati civici facenti capo a Più Uno di Ruffini e la componente del Psi guidata da Maraio.

Il progetto di coordinamento e le adesioni previste

Il progetto di un coordinamento dei centristi, secondo le intenzioni manifestate da Alessandro Onorato, si propone di aggregare le principali espressioni politiche di centro all’interno dell’area del centrosinistra. Al tavolo di discussione e confronto, ideato e promosso da Onorato, avevano già manifestato la loro adesione figure di spicco come il segretario di Più Europa, Riccardo Magi, e il già citato segretario del Partito Socialista Italiano, Enzo Maraio. Ernesto Maria Ruffini, attraverso la sua formazione Più Uno, era stato inizialmente indicato tra i partecipanti a questo quartetto fondatore. L’obiettivo primario dichiarato di tale aggregazione è la presentazione di una lista unica in vista delle prossime elezioni politiche.

Questa mossa strategica è considerata fondamentale per superare la soglia di sbarramento del 3%, imposta dall’attuale legge elettorale, e per avere la possibilità di esprimere una propria candidatura autonoma nell’ambito delle primarie di coalizione.

Il coordinamento, inoltre, intende ampliare i propri confini e la propria base di consenso, cercando di attrarre ulteriori personalità e movimenti appartenenti all’area riformista. Tra i principali sostenitori e figure potenzialmente coinvolgibili nel progetto, emergono nomi di rilievo come il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. I retroscena politici citano con insistenza anche i profili di Franco Gabrielli, ex capo della Polizia ed ex sottosegretario di Stato, e il sindaco di Milano, Giuseppe Sala.

Nella medesima galassia si muove anche l’ex ministro delle Politiche giovanili e dello Sport, Vincenzo Spadafora, attuale leader del movimento Primavera. Al contrario, alcune figure hanno scelto di non aderire o di non essere coinvolte; tra queste, la sindaca di Genova, Silvia Salis, la quale ha ribadito la sua ferma volontà di concentrarsi esclusivamente sul proprio mandato amministrativo locale, escludendo ipotesi di coinvolgimento in tale coordinamento politico nazionale.