La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha espresso critiche severe nei confronti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e della destra, concentrandosi sull’ipotesi di una candidatura al Quirinale e sulla nuova legge elettorale. Intervenuta il 27 luglio 2026 durante la trasmissione “L’Aria che tira” su La7, Schlein ha ribadito la sua ferma opposizione a tale scenario, evidenziando come la figura del Capo dello Stato debba essere super partes e garante della Costituzione.
“Come si può immaginare che lo diventi una persona che ora è a capo del governo e guida una forza politica?”, ha domandato la segretaria del Pd, sottolineando che una simile eventualità non rappresenterebbe una soluzione adeguata.
Ha descritto questa prospettiva come un’“ossessione unica di Meloni e della destra” per il potere, mirata a “cambiare gli equilibri costituzionali”. Schlein ha assicurato che il Partito Democratico si impegnerà per “fermarli” su questo fronte.
La leader democratica ha insistito sul fatto che la questione della presidenza della Repubblica sia una “grande ossessione della destra per una cosa sola, il potere”. Ha ricordato che la stessa Meloni aveva già manifestato l’intenzione di raggiungere il Colle. Secondo Schlein, dopo la sconfitta nel referendum sulla giustizia, la destra avrebbe accantonato la riforma del premierato, ma starebbe ora cercando di realizzarne gli obiettivi attraverso una nuova legge elettorale.
Questa proposta, ha spiegato, prevedrebbe “un premio così abnorme che permetterebbe a chi vince di scegliere il Presidente della Repubblica”, un meccanismo che il Pd intende “contrastare anche in Senato”.
La legge elettorale e il caso Roggero
Durante l’intervista, Schlein ha approfondito la sua posizione sulla legge elettorale, definendola uno strumento potenzialmente in grado di alterare profondamente gli equilibri istituzionali del Paese. Ha riaffermato l’impegno del Partito Democratico a opporsi a questa proposta legislativa, sia alla Camera che in Senato, per salvaguardare la stabilità costituzionale.
Riguardo al caso Roggero, la segretaria del Pd ha espresso una critica decisa, parlando di una “rincorsa a destra fra Vannacci, Meloni, Salvini e Tajani”.
Ha evidenziato la centralità del “bene vita” nell’ordinamento italiano, affermando che la legittima difesa si applica quando “l’aggressore minaccia la tua vita”. Tuttavia, nel caso specifico, ha osservato che “gli aggressori stavano fuggendo”, escludendo quindi la possibilità di una legittima difesa. Schlein ha interpretato questa situazione come una “pressione inaccettabile” esercitata dalla destra sul Quirinale.
Libertà di stampa e future iniziative del Pd
Schlein ha anche commentato la vicenda Ranucci, chiarendo la sua posizione. Ha precisato di non aver mai stabilito “nessun collegamento fra governo e mandanti”, ma di aver sempre posto l’accento sulla necessità di “difendere la libertà di stampa”.
Ha accusato la destra di “continuare a strumentalizzare” la questione per “coprire i fallimenti del suo governo”, ribadendo l’importanza di un’informazione libera e indipendente.
In conclusione, la segretaria del Partito Democratico ha annunciato le prossime tappe del partito. A partire da settembre, il Pd si dedicherà all’affinamento del proprio programma politico. Schlein ha specificato che il lavoro non partirà “da zero”, ma si baserà su “tre anni” di proposte già elaborate in Parlamento. Tra le priorità, ha menzionato il salario minimo. Ha inoltre auspicato un “percorso partecipato, in mezzo alle persone”, per la stesura del programma, sottolineando l’intenzione di non elaborare proposte “chiusi nelle nostre stanze, ma fra le persone”.