L'ex presidente Donald Trump ha lanciato un duro attacco contro l'Unione Europea, minacciando ritorsioni commerciali significative in seguito alle recenti multe inflitte a società americane, tra cui l'ultima sanzione rivolta a Google. Le dichiarazioni, diffuse il 24 luglio 2026 attraverso il suo social network Truth, non lasciano spazio a interpretazioni: l'UE “pagherà un prezzo molto alto per questa condotta illegale e profondamente scorretta, contro la quale li avevo ripetutamente messi in guardia”, ha affermato Trump con tono perentorio.
L'annuncio più rilevante riguarda l'imminente avvio di un'indagine ai sensi della Sezione 301 del Trade Act, uno strumento normativo statunitense che conferisce al governo il potere di intraprendere azioni commerciali contro pratiche ritenute ingiuste da parte di Paesi stranieri.
Trump ha ribadito con forza che gli Stati Uniti non sono e “non diventeranno” il “salvadanaio” dell'Europa, sottolineando la sua determinazione a proteggere gli interessi economici americani. Ha inoltre preannunciato che le sanzioni europee saranno completamente revocate e che l'amministrazione americana intende imporre pesanti dazi doganali nei confronti dell'Unione Europea “il prima possibile”, delineando uno scenario di potenziale escalation commerciale.
Le ragioni della contesa: multe europee e la risposta di Trump
Le aspre critiche di Trump si inseriscono in un contesto di crescenti tensioni commerciali, alimentate da una serie di provvedimenti dell'Unione Europea che hanno colpito diverse grandi aziende statunitensi, con la sanzione a Google come ultimo e più discusso esempio.
L'ex presidente ha etichettato tali azioni come una vera e propria “pratica di rapina”, evidenziando la sua percezione di un attacco ingiustificato agli interessi economici americani. La sua risposta mira a contrastare queste politiche attraverso l'utilizzo di strumenti commerciali e normativi di vasta portata, con l'obiettivo di riequilibrare i rapporti di forza.
La Sezione 301: uno strumento chiave nella politica commerciale USA
L'indagine annunciata si fonderà sulla Sezione 301 del Trade Act del 1974, una disposizione legislativa fondamentale che autorizza il Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti (USTR) a investigare e, se ritenuto necessario, ad adottare misure correttive contro pratiche commerciali di altri Paesi considerate discriminatorie, irragionevoli o ingiustificate e che gravano sul commercio statunitense.
Questo meccanismo legale è stato storicamente impiegato per applicare dazi o altre restrizioni commerciali in risposta a politiche estere percepite come dannose per le imprese americane, confermando la serietà delle intenzioni di Trump e il potenziale impatto delle sue minacce sull'economia globale.