Alla fine, dopo un lungo tira e molla, è successo quello che era inevitabile succedesse: Guido Bertolaso, candidato di Forza Italia nelle elezioni per il sindaco di Roma, dopo lunga agonia, ha ritirato la sua candidatura.

La campagna elettorale di Bertolaso, dato da i sondaggi tra il 5 ed il 10%, non è mai decollata e da diverse settimane si rincorrevano le voci sulle sue dimissioni, con un Berlusconi che sembra aver cambiato idea diverse volte sul suo candidato, strattonato dalle diverse correnti del suo partito.

Ora il ritiro è ufficiale e Berlusconi ha deciso di appoggiare la candidatura di Marchini, già a suo tempo proposto come candidato unitario del centro-destra dal leader di Forza Italia, ma fermato dalle resistenze della Meloni.

Le possibilità di Marchini.

Stando ai sondaggi attuali, Marchini, con i voti di Forza Italia, raggiungerebbe  il duo Meloni - Giachetti intorno al 20%: si prevede un primo turno al fotofinish. La mossa di Berlusconi è ostile al duo Salvini-Meloni, a cui il capo di Forza Italia fa capire che la battaglia sulla leadership del centro-destra è ancora aperta e passa anche per Roma, ma fa male anche al PD, perché un centro-destra diviso avrebbe sicuramente aumentato le possibilità di Giachetti di andare al ballottaggio (anche se velleitariamente, poiché in tal caso i voti degli elettori di destra confluirebbero sicuramente sulla Raggi).

Il colpo più duro tuttavia lo subisce la Raggi, candidata a sindaco del M5S, che vede aumentare le chance dei suoi possibili avversari di centro-destra al ballottaggio. Soprattutto in caso di ballottaggio Marchini-Raggi, infatti, la gara sarà più che aperta: l'imprenditore romano, infatti, più ancora della Meloni avrebbe la possibilità, per il suo profilo a-partitico e centrista, di convogliare sul suo nome il voto non solo di tutto l'elettorato moderato, ma anche di parte dell'elettorato di centro-sinistra, soprattutto in funzione anti M5S.

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La Raggi quindi rischia di trovare al ballottaggio un concorrente insidioso verso il quale il gioco dell'antipolitica sarebbe poco efficace. Forse per Marchini, sotto sotto, tifano tutti: l'imprenditore è un personaggio navigato ed affidabile dal punto di vista politico e permetterebbe sia al PD che al centro-destra di non esporsi direttamente alla guida della Capitale. Anche il M5S, a livello nazionale potrebbe non esser dispiaciuto di perdere Roma in vista delle elezioni nazionali: Roma è ingovernabile e scotta: chi ci metterà le mani sopra probabilmente si brucerà.