La situazione attuale di degrado in cui ci si imbatte nel Municipio IV di Roma, zona Tiburtino, è arrivata al culmine e l’esasperazione dei residenti del quartiere è al massimo livello. Il quartiere è uno dei più popolosi della capitale, con circa 205.000 abitanti, oltre ad essere uno dei più estesi quanto a superficie. La testimonianza di tale degrado proviene (questa volta) dalla cooperativa Pandora, una realtà affermata ed un punto di riferimento per le famiglie del quartiere, attiva da ben 22 anni nell'offerta di servizi a sostegno dei genitori e spazi di supporto ed ascolto per i bambini nell’età infantile.

Il degrado attuale

La condizione di degrado sembrerebbe essere dovuta principalmente allo sgombero dei campi nomadi di Casal Quintiliani, avvenuto nel novembre del 2014, e di quello di via di Salone, sgomberato esattamente un anno fa, per un totale di circa 50 moduli abitativi.

La conseguenza è stata l'occupazione illegale da parte della popolazione rom di casolari abbandonati nel quartiere, precisamente nella zona tra via di Monti Tiburtini e via Filippo Meda. I cittadini da allora lamentano continui furti, scippi e intrusioni nelle abitazioni. Inoltre, hanno anche notato un incremento smisurato di aperture di attività legate alle scommesse ed ai videopoker, probabilmente legate al riciclaggio di denaro sporco.

Le azioni dei residenti contro il degrado

L'ultimo atto vandalico si é verificato nella notte di lunedì 25 aprile: la scuola Fabio Filzi, una delle principali del Municipio, é stata invasa da malviventi, introdottisi abusivamente nella scuola solamente per sporcare e distruggere ciò che trovavano sulla loro strada.

A fronte di questo ultimo episodio e per chiedere, quindi, maggiore sicurezza e protezione, mercoledì mattina alcuni genitori dei bambini che frequentano la scuola hanno organizzato un sit-in.

I migliori video del giorno

I cittadini, per fronteggiare questa emergenza, si stanno anche organizzando in una raccolta firme per preparare un esposto. La sicurezza, insomma, è diventata l’apprensione principale dei cittadini, ormai decisi ad agire uniti per affrontare e risolvere i problemi della città.