Abbiamo segnalato da diversi mesi che gli alberi caduti a Roma non sono stati rimossi. È metà agosto e nulla è cambiato. Adesso il pericolo di incendi si fa reale. Quasi quattro mesi in attesa di rimuovere i tronchi e i rami ormai secchi. Il nuovo Sindaco avrebbe dovuto intervenire immediatamente ma la situazione attuale delle strutture comunali per la tutela e la manutenzione del verde pubblico non sono adeguate alle necessità della Capitale.

Il sindaco è cambiato, la situazione no

Sono arrivati un nuovo Sindaco e un nuovo Assessore all'Ambiente con la dichiarata intenzione di dare una svolta alla gestione della cosa pubblica cittadina.

È vero che le vicende recenti riguardo a temi diversi hanno portato l'attenzione in altre direzioni ma la sicurezza dei cittadini non può comunque essere messa in secondo piano. I recenti incendi sulla Pontina e in molte altre zona di #Roma sono solo un campanello d'allarme. Si può e si deve fare molto e in tempi rapidi.

Una macabra coincidenza

Lo scorso 18 luglio è stato festeggiato il compleanno del sindaco Raggi e proprio nella stessa notte di molti molti anni fa aveva inizio il più famoso incendio di Roma. Nerone scoprì che sarebbe durato fino al 27 luglio ed egli stesso aprì le porte della sua villa per dare ospitalità agli scampati. Non credo che in questo caso i romani possano correre gli stessi pericoli ma probabilmente se ancora non si interviene nella prossima estate dovremo istituire, come avviene nella cerimonia del ventaglio per il Parlamento, una apposita cerimonia dell'estintore.

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E speriamo che non piova

In caso di incendi, poi, non c'è nemmeno da augurarsi che piova. La capacità di assorbimento delle forti piogge di questi ultimi anni sarebbe anche sufficiente se le strutture a terra fossero tutte in buone condizioni. Bisognerebbe allora preparare un piano di intervento preventivo per le oltre 300.000 caditoie, gli oltre 220.000 tombini, le 90.000 bocche di lupo e 18.000 griglie della città che risultano, e lo abbiamo visto tutti lo scorso inverno, regolarmente intasate tanto che la Protezione Civile ha redatto una mappa di rischio che dovrebbe essere la guida per questo tipo di interventi. Quindi, con le caditoie più numerose dei Pokemon c'è ancora molto ma molto da fare e la situazione di Roma non si trova nei social, è sotto il telefonino. Basterebbe spegnerlo e affrontare la realtà. #Tutela ambientale #Cronaca Roma