“Lo presenterò in gennaio, le risorse economiche ci sono, il mio ministero ha già stanziato fra 22-23 milioni”, queste le parole di Renato Baluzzi, ministro della Salute che accelera le attività sul piano nazionale per il tema amianto.
L’annuncio arriva a conclusione della Seconda conferenza governativa sull'amianto tenutasi a Venezia, da cui “sono arrivate alcune risposte di programmazione degli smaltimenti, delle bonifiche e del trattamento di manufatti contenenti amianto”, anche se si rimanda tutto a un documento scritto che verrà redatto a breve con la partecipazione dei ministri del Lavoro Fornero e dell’Ambiente Clini.
L’obiettivo è un accordo operativo che parta nei primi mesi del 2013.
Da quanto emerso nei giorni scorsi, il piano conterrà “proposte di grande innovazione, come utilizzare la fibulina come marcatore tumorale predittivo, costituire una rete internazionale di banche dati di materiale biologico, standardizzare i modelli di presa in carico degli ammalati”. Dunque, l'amianto “non resterà nel dimenticatoio” e la seconda conferenza governativa, dopo la prima edizione del 1999, “non è stata una passerella o l’ennesimo fiume di parole - ha rimarcato Balduzzi - ma un modo concreto per ridare luce a un problema rimasto per tropo tempo sotto traccia ma che è una grande questione nazionale e internazionale”.
Inoltre, si auspica a un coordinamento sovranazionale, fondamentale per preservare il ruolo dell'Organizzazione mondiale della Sanità (oms) e delle istituzioni scientifiche correlate, pretendendo che siano assolutamente indipendenti da portatori di interessi privati come i produttori di amianto. Inoltre, il prossimo 7 dicembre, Balduzzi presenterà al Consiglio europeo dei ministri della salute, la proposta di un network europeo di ricerca sull'amianto.
Per il territorio italiano si è parlato, invece, di applicazione del piano a livello regionale, purché ogni regione si comporti in modo virtuoso nel fornire dati circa malattie e siti contaminati. Il Ministro avverte: “Chi non mette ordine in casa propria va sanzionato e gli strumenti ci sono”.
Infine, un appello alle realtà sociali e alle comunità locali per un maggior coordinamento: “Ci vuole una rete di comuntà come quella di Casale Monferrato e delle altre che si sono impegnate in questa lotta, e che ne sono ormai un simbolo internazionale”.